La Commissione europea ha pubblicato uno studio sul coinvolgimento della piccole e medie imprese (PMI) europee in attività legate all’economia circolare (circular economy), al fine di valutare il loro grado di attivazione e quali misure potrebbero incentivarlo.
I principali risultati sono stati i seguenti:
- Quasi tre quarti delle aziende (73%) hanno intrapreso attività connesse all’economia circolare. Le più comuni riguardano la minimizzazione dei rifiuti, il loro riciclaggio, riutilizzo o vendita a un'altra società (55%), o la pianificazione energetica per ridurne i consumi (38% ).
- Tra le aziende che hanno intrapreso attività connesse all’economia circolare, il 70% afferma di aver investito capitali propri in tali attività, mentre il 13% di aver avuto facilmente accesso a finanziamenti esterni.
- Tra le aziende che non hanno intrapreso attività riferibili all’economia circolare, il 36% investirebbe almeno una parte del proprio fatturato in questo settore in futuro.
- Per le aziende che hanno intrapreso attività legate alla economia circolare, le questioni più problematiche sono connesse a procedure amministrative o giudiziarie complesse (34%), ai costi legati al rispetto di normative e/o standard (32%), ed infine alle difficoltà di accesso a finanziamenti (27%). Quasi quattro su dieci, però, dichiarano di non aver incontrato alcuna difficoltà (38%).
Per quanto riguarda invece il capitolo degli incentivi, un terzo delle aziende ha dichiarato che sono a conoscenza degli strumenti e delle opportunità di finanziamento messe a disposizione attraverso i diversi programmi nazionali, ma solo il 3% di esse ha dichiarato di averli utilizzati.

 

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