L’Unione europea si trova attualmente in una fase di transizione. Dopo la crisi economica che ha colpito tutti gli Stati membri nel 2008, l’economia europea ha subito pesanti ripercussioni, in particolare in termini di disoccupazione giovanile e degli adulti. Per fare fronte a questa situazione, l’Unione europea ha deciso di sostenere maggiormente la qualificazione dei lavoratori, per ovviare alle difficoltà che i disoccupati incontrano nell’approcciarsi al mercato del lavoro dopo un periodo più o meno breve di assenza.

L’Unione europea punta a rinnovare il sistema della formazione e dell’istruzione: lavoratori più preparati hanno minore difficoltà a trovare lavoro. La scuola deve agevolare il passaggio al mondo del lavoro e deve preparare i giovani ad essere imprenditori di se stessi, capaci di cogliere le nuove sfide che
l’economia globale porta con sé.

La Nuova Agenda per le Competenze per l’Europa, adottata dalla Commissione nel luglio 2016, rispondere proprio a questi bisogni: diminuire il livello di disoccupazione qualificando i lavoratori, incentivare le scuole a riformare i percorsi scolastici, con particolare attenzione alle competenze digitali, agevolare il passaggio fra la scuola ed il lavoro, insegnare ai giovani l'imprenditorialità. L’Agenda prevede 10 iniziative prioritarie che devono essere realizzate dagli Stati membri in collaborazione con la Commissione nel periodo 2016-18.

La Nuova Agenda per le competenze per l’Europa è solo l’ultima tappa delle politiche europee in materia di istruzione e formazione, avviate fin dagli anni 90 con il processo di armonizzazione dei sistemi di istruzione superiore degli Stati membri. In questa sede giova ricordare che, sulla base dell’art. 6 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione europea (TFUE), in materia di istruzione e formazione l’UE ha solo “competenza per svolgere azioni intese a sostenere, coordinare o completare l’azione degli Stati membri”

Ciò implica che l’UE non può né legiferare né assumere iniziative vincolanti per gli Stati membri, ma solo sostenere raccomandazioni e promuovere azioni a cui gli Stati possono uniformarsi su base esclusivamente volontaria. Pertanto, nel settore dell’istruzione e della formazione, la Commissione si muove coinvolgendo in maniera significativa il Consiglio e cercando di creare un ampio consenso tra gli Stati membri, per promuovere iniziative volte all’armonizzazione normativa tra gli stessi o per implementare azioni finalizzate ad aumentare la qualità e l’effettività dell’istruzione e della formazione in Europa. Gli strumenti maggiormente utilizzati in questo senso sono le conclusioni del Consiglio (che pur non essendo vincolanti
hanno un significato politico forte), le Comunicazioni (con cui vengono definite le priorità di sviluppo ed individuati set di azioni per raggiungerle) ed i programmi di finanziamento (con cui vengono finanziati progetti realizzati da enti terzi e funzionali all’implementazione delle priorità europee, ad esempio il programma Erasmus+).

La presente trattazione intende offrire un quadro generale della Nuova Agenda per le Competenze per l’Europa e delle sue azioni prioritarie. Nella prima parte viene brevemente presentato il contesto politico di riferimento a livello europeo, nella seconda parte l’attenzione si concentra sulle azioni previste dalla nuova Agenda per le Competenze, mentre nella terza parte vengono analizzate le implicazioni per la Provincia autonoma di Trento e gli strumenti che l’UE mette a disposizione degli stakeholder per finanziare l’innovazione nel settore della formazione.

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