Annunciato a settembre 2016, a fine anno ha fatto ufficialmente il suo debutto il “Corpo europeo di solidarietà”. La nuova iniziativa della Commissione Europea si propone di rafforzare la vicinanza tra i diversi Paesi europei, permettendo ai partecipanti di fare esperienze di volontariato o di tirocinio nel proprio Stato o all’estero. Centomila i giovani – la partecipazione è aperta alle persone tra 17 e 30 anni – che la Commissione auspica di poter coinvolgere da qua al 2020.


A chi si rivolge: i destinatari e le organizzazioni
L’iniziativa è pensata per chi, nelle età indicate, sia cittadino o residente di uno Stato membro oppure di Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Turchia e Macedonia. Dopo essersi iscritti nel database online, indicando le proprie competenze, ai candidati verranno regolarmente proposti dei progetti. Questi ultimi – della durata compresa tra due e dodici mesi – potranno ad esempio consistere in attività di inclusione di minoranze, protezione dell’ambiente, prevenzione di catastrofi, accoglienza dei migranti o sviluppo della partecipazione democratica. Espressamente esclusa è, invece, la partecipazione a interventi di risposta immediata alle catastrofi. Le attività potranno svolgersi sia all’estero che nel proprio Paese, sebbene un obiettivo perseguito dalla Commissione sia il sostegno alla mobilità giovanile con particolare riguardo alla realtà europea.
Può chiedere di venire accreditata per il Corpo europeo di solidarietà una grande varietà di enti, sia con riguardo alla tipologia – organizzazioni governative, comuni, ONG, aziende… – sia per quanto concerne le dimensioni. Nel database si troveranno così a convivere enti attivi localmente e grandi multinazionali, essendo infatti per l’iscrizione principalmente richiesto che il progetto corrisponda ai valori e obiettivi indicati nella Carta del Corpo (potenziare l'autonomia dei partecipanti, valorizzare le loro competenze, promuovere il loro sviluppo personale, socioeducativo e professionale…). Ulteriori condizioni consistono nella necessità di porre a disposizione dei partecipanti le necessarie iniziative formative e nel garantire ai candidati, al momento della selezione, parità di trattamento, pari opportunità e non discriminazione.

Le particolarità rispetto alle possibilità esistenti
Già oggi sono a disposizione dei giovani diversi programmi e servizi per accedere a progetti di volontariato o tirocinio in altri Paesi UE, quali ad esempio il Servizio volontario europeo (SVE) o l’Iniziativa per l'occupazione giovanile. Rispetto a quanto già esistente, il Corpo si caratterizza sostanzialmente per il fatto di riunire in un unico contenitore entrambi questi mondi: ai candidati iscritti al database potranno venire infatti proposte sia iniziative di volontariato – con un limitato rimborso spese e assicurazione – sia attività occupazionali. Mentre per queste ultime il riconoscimento economico della prestazione proverrà dal datore di lavoro, con riguardo alle prime il Corpo troverà fondamento finanziario nello SVE (parte di Erasmus+) e in altri programmi europei. A tal riguardo si tratta, pertanto, di un tentativo della Commissione di presentare in maniera unificata una serie di iniziative – molte delle quali già esistenti – riconducibili ai due macrosettori del volontariato e delle attività occupazionali. L’iniziativa, rispetto agli strumenti attuali talvolta dispersivi, dovrebbe così semplificare l’accesso alle relative informazioni.
Nelle discussioni precedenti alla recente presentazione del Corpo, infine, in diversi avevano auspicato che le occasioni di volontariato presentate ai giovani tramite il nuovo portale non celassero surrettiziamente dei posti di lavoro. Si attende l’applicazione concreta per verificare se i criteri adottati dalla Commissione abbiano a proposito efficacemente svolto un ruolo di discrimine, a garanzia dei “veri” progetti di volontariato.

I vantaggi per i partecipanti
La presentazione di tante iniziative sotto un unico label dovrebbe, come detto, aiutare i giovani a venirne a conoscenza e a informarsi a proposito. Negli intenti della Commissione, la partecipazione al Corpo dovrebbe inoltre costituire per i partecipanti un’importante esperienza formativa, “vendibile” anche al momento della ricerca di un posto di lavoro. Tramite una maggiore mobilità giovanile la Commissione vorrebbe infine sostenere lo sviluppo di una solidarietà transnazionale tra i popoli dei Paesi membri, il cui bisogno ultimamente tanto si avverte.

 

Domenico Rosani

 

 

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