Il 9 novembre, presso l’Ufficio di Rappresentanza Comune della Regione europea Tirolo - Sud Tirolo – Trentino, in cooperazione con ICLEI – Governi locali per la sostenibilità, ha organizzato una conferenza con oggetto l’economia circolare ed il suo potenziale a livello regionale e locale. La discussione è stata moderata da Peter Defranceschi, Responsabile dell’Ufficio ICLEI di Bruxelles.

Il dibattito è stato introdotto dall’Onorevole Herbert Dorfmann, Membro del Parlamento europeo, che ha dato una definizione di economia circolare, contrapposta al modello di economia lineare che seguiamo oggi. Il modello di economia lineare odierno “prendi, utilizza, getta” fa affidamento su una grande quantità di materiali, accessibili e a basso costo ed alla disponibilità di energia, ma sta raggiungendo i suoi limiti fisici. Al contrario, un’economia circolare è un’alternativa attrattiva e praticabile, che il business ha attualmente iniziato a praticare. Il modello di economia circolare si serve di un ciclo di sviluppo positivo continuo che conserva e valorizza il capitale naturale, consentendo di ottimizzare il rendimento delle risorse e riducendo al minimo i rischi di sistema nella gestione delle risorse limitate e dei flussi rinnovabili, attraverso il riutilizzo, la riparazione, il rifornimento ed il riciclaggio dei materiali e dei prodotti. Inoltre, l’europarlamentare ha sottolineato l'impatto del pacchetto sull’economia circolare a livello locale e regionale e ha sottolineato l'enorme potenziale per le Regioni e le città nel campo dell’economia circolare. L’approccio deve essere flessibile, al fine di permettere alle regioni meno avanzate in questo ambito di recuperare il passo nel processo di transizione ed a quelle più avanzate di approfondire ancora di più le azioni svolte in ambito di economia circolare.

La seconda speaker è stata Joanna Drake, Vice Presidente della Direzione Generale della DG Ambiente, la quale ha presentato il recente lavoro della Commissione Europea in materia di economia circolare. Lo scorso anno è stato adottato un ambizioso pacchetto normativo sull’economia circolare, che include una proposta di revisione legislativa sui rifiuti al fine di stimolare la transizione dell’Europa verso l’economia circolare, con l’obiettivo di incrementare la competitività globale, promuovere la crescita economica sostenibile e creare nuovi posti di lavoro. Il pacchetto sull’Economia circolare consiste in un Piano europeo di Azione verso l’economia circolare, che stabilisce un programma di azione concreto ed ambizioso, con misure volte a colmare l’intero ciclo economico: dalla produzione, al consumo, fino alla gestione dei rifiuti ed al mercato delle materie prime secondarie. Le negoziazioni sono inoltre in corso al Parlamento europeo; un parere è atteso per gennaio 2017 ed il nuovo piano di lavoro sull’eco-design sarà già adottato per la fine di questo anno. Joanna Drake inoltre ha sottolineato il ruolo significativo dell’innovazione, che rappresenta il maggiore motore per la transizione alle nuove tecnologie e ai nuovi modelli industriali.

In aggiunta, la Commissione sente la necessità di dimostrare che l’Unione europea è in grado di sfruttare il potenziale offerto dai finanziamenti (in particolare Horizon 2020, la politica di coesione ed il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici) e la fattibilità di queste idee relative a un nuovo modo di pensare la transizione verso la economia circolare, fornendo agli stati membri un esempio di best-practices da imitare. In questo processo, l’Unione europea necessita dell’aiuto fornito dalle Regioni tramite iniziative bottom-up: Joanna Drake enfatizza l’importanza della prossimità delle persone a questo tema e della sensibilizzazione necessaria durante questo processo di transizione. In questo settore, le autorità locali sono in una posizione privilegiata per creare strumenti di implementazione e possono beneficiare della possibilità di mettere in atto nuove infrastrutture per i cittadini e le imprese locali.

Dopo questi interventi, alcune prospettive regionali e locali sono state presentate da tre relatori: Giulio Angelucci, Direttore della Gestione dei rifiuti in Alto Adige, ha offerto una panoramica delle best-practices di Bolzano nel campo dell’economia circolare, soprattutto per quanto riguarda il raggiungimento di ambiziosi obiettivi nella raccolta differenziata, la raccolta dei rifiuti di costruzione e demolizione ed il miglioramento del recupero del fosforo. Alessandro Gretter, membro della Direzione scientifica della Fondazione Edmund Mach in Trentino, ha presentato alcune iniziative realizzate dalla Fondazione, che ha come obiettivo quello di apportare degli elementi di circolarità in tutti i settori della società che operano per preservare la diversità della natura. In particolare, sono stati presentati due progetti: il biodigestore di Cadino e le celle ipogee situate in Val di Non, utilizzate per conservare la frutta. Infine, Bruno Oberhuber, direttore di Energy Tirol, ha presentato il progetto Tirol2050, che ha come principale obiettivo quello di ridurre il consumo di energia del 50%, aumentare l’utilizzo delle energie rinnovabili del 30%, e di motivare le persone a prendere parte al progetto attivamente, utilizzando energie rinnovabili e riducendo gli sprechi di energia.

Le presentazioni sono state seguite da un panel interattivo, focalizzato sui cambiamenti e sulle potenzialità delle regioni e del livello locale. Alessandro Carano, funzionario della DG ECFIN, che si occupa di piani di investimento per l’Europa, ha mostrato le diverse possibilità di finanziamento nel campo dell’economia circolare, soprattutto per quanto riguarda il Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici. Ha inoltre presentato una nuova piattaforma, elaborata in collaborazione con la Banca Europea per gli Investimenti, che mostra un’aggregazione di molteplici progetti che cercano di essere finanziati da un ente territoriale con una certa competenza in materia finanziaria. Altri strumenti simili, che permettono ai promotori dei progetti di attrarre l’interesse degli investitori, sono il centro di consulenza della BEI e il Portale dei progetti di investimento europei della Commissione europea.

Simon Wilson, rappresentante e coordinatore della Alliance for Circular Economy Solutions ha sottolineato il potenziale dell’economia circolare per aumentare l’occupazione, attraverso il pacchetto sull’economia circolare: per esempio, un recente studio ha dimostrato come la bio-economy abbia un grande potenziale per le opportunità economiche in Italia. Ha inoltre elencato le principali sfide relative all’economia circolare, soprattutto per quanto attiene alla mancanza di linee guida in materia di appalti pubblici, la complessità e la burocrazia originata dalla maggiore regolamentazione, il problema della sensibilizzazione per facilitare la transizione e la necessità di migliorare gli standard delle materie prime secondarie.

Delphine Lévi Alvarès ha presentato il lavoro di Zero Waste Europe, un’organizzazione la cui missione è la completa eliminazione del rifiuto residuo. In particolare, ha sottolineato la necessità di un processo di collaborazione: l’obiettivo infatti non è quello di aggiungere maggiore regolamentazione al sistema, ma cercare piuttosto di guardare al singolo comune, tenendo conto delle sue peculiarità.

Infine Philippe Naudet, Project Manager di ACR+, ha spiegato il ruolo di questa rete internazionale di città e regioni che lavorano insieme sulla condivisione di buone pratiche e strategie di gestione dei rifiuti e di economia circolare. A suo parere, le autorità locali rappresentano dei facilitatori del processo di transizione, in quanto sono in contatto con i soggetti interessati alla base del processo stesso. L’effetto di prossimità è estremamente significativo e deve essere combinato con la cooperazione tra il settore pubblico e privato e le organizzazioni non governative, favorendo lo scambio di buone pratiche e stimolando le strategie di economia circolare.

 

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Joanna Drake, Onorevole Dorfmann e Peter Defranceschi (moderatore)

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Panel interattivo tra Alessandro Carano, Simon Wilson, Delphine Lévi Alvarès e Philippe Naudet

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Bruno Huber, Delphine Lévi Alvarès, Peter Defranceschi, Giulio Angelucci, Philippe Naudet, Alessandro Gretter, Valeria Liverini, Richard Seeber e Vesna Caminades

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