Eusalp: un motore per la crescita dell’Europa


Nell’ambito della European Week of Regions and Cities (EWRC), tenutasi a Bruxelles dal 10 al 13 ottobre, ha avuto luogo, presso la sede della Delegazione di Bruxelles della Regione Lombardia, un dibattito sulla strategia macroregionale alpina Eusalp. Essendo la suddetta strategia strettamente legata alle realtà locali delle tre Regioni dell’Euregio, l’argomento è stato di grande interesse, in particolare per quanto riguarda gli interventi del Presidente della Provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige, Arno Kompatscher e della funzionaria della Provincia autonoma di Trento e coordinatrice del Gruppo di Azione 3, Boglarka Fenyvesi -Kiss. Speaker di alto livello si sono confrontati sui temi dell’innovazione e della tradizione interrogandosi sulla questione dell’identità, dell’importanza della partecipazione alla strategia della macroregione rispetto alle opportunità che essa può offrire, nonché sull’impatto che Eusalp può avere sulle politiche territoriali. Alla conferenza ha presenziato anche l’Onorevole Herbert Dorfmann.

La prima parte della conferenza ha riguardato specialmente gli aspetti più generali della strategia Eusalp, le aspettative future e il resoconto di alcuni progetti concreti realizzati durante l’ultimo periodo di programmazione. A tal riguardo, il Presidente Kompatscher ha posto l’accento sui quattro elementi fondamentali alla base della strategia macroregionale, ovvero l’identità, l’innovazione, le sfide e il consenso. Tra le sfide della Regione Alpina, vi è quella della lontananza, geografica e mentale, dalle capitali nazionali, che non colgono appieno le istanze di queste particolari regioni. Questa sfida, a detta del Presidente, deve essere trasformata nell’opportunità di agire con un’impostazione bottom-up, utilizzando le esperienze regionali che accomunano la macroregione Eusalp, per trovare soluzioni comuni a livello transfrontaliero. Il Presidente ha poi passato in rassegna le attività svolte dai Gruppi di Azione 3 (sul miglioramento della qualità del lavoro), 4 (sulla mobilità) e 9 (riguardante l’efficienza energetica) rispettivamente coordinati da Trentino, GECT (Gruppo europeo di cooperazione territoriale) e Alto Adige. Ha posto l’accento anzitutto sull’importanza di diversificare, trovando nuove forme di produzione agroalimentare, includendo ad esempio i portatori di handicap nelle piccole imprese agricole di montagna o nei masi (agricoltura sociale); sulla tematica “traffico” ha sottolineato la necessità di politiche tariffarie intelligenti, che devono essere portate avanti dalla strategia della macroregione alpina e ha citato a riguardo la costruzione del Tunnel del Brennero. Anche Peter Kaiser, governatore della Carinzia, ha parlato dell’importanza di soluzioni sostenibili per affrontare la sfida della mobilità; per questo anche il tema della green economy deve essere una priorità della strategia, per esempio grazie al ruolo dei parchi naturali quale collante tra turismo e rispetto della natura.
L’importanza dell’impostazione bottom-up della strategia macroregionale è stata sottolineata anche dagli altri speaker: la piattaforma di Eusalp è ideale per l’interscambio del know-how tra regioni e per la cooperazione nell’affrontare le principali sfide che la regione alpina si trova davanti, quali il cambiamento climatico, la crescita della green economy, la mobilità sostenibile, nonché la necessità di superare il divario digitale. Anche il tema della disoccupazione e dello spopolamento della regione alpina è stato esaminato da diversi speaker, in quanto necessita di essere affrontato attraverso politiche mirate per le zone rurali, in grado di generare un impatto significativo sul mercato del lavoro: in particolare è stata sottolineata l’importanza di portare avanti soluzioni comuni per rendere il lavoro nella zona alpina più attraente per i giovani, creando un contesto incentivante, grazie a strumenti come il Parlamento dei Giovani, citato da Peter Kaiser; è quindi di fondamentale importanza elaborare attività rivolte al futuro per garantire la genesi di una nuova visione delle Alpi da tramandare alle prossime generazioni.


Per quanto riguarda invece la seconda parte della conferenza, il focus è stato sugli aspetti tecnici del settore turistico nella macroregione. Tra gli speaker, Silvia Draghi, membro dell’Unità Turismo della Direzione Generale GROW, ha sottolineato quanto il turismo sia un settore particolarmente significativo in Europa, in quanto rappresenta il 10% del PIL europeo e conta 25 milioni di posti di lavoro. Il settore sarà in crescita fino al 2030, ma necessita di politiche maggiormente mirate agli operatori del settore. La Commissione europea svolge un ruolo di coordinamento e promuove un turismo europeo, sostenibile e innovativo. L’intervento della coordinatrice del gruppo di azione del Trentino, Fenyvesi Kiss, si è concentrato specialmente sui nuovi aspetti del turismo più moderno, incentrato su tre dimensioni fondamentali: esperienza, evidenza ed emozione. Il Trentino ha adottato le linee programmatiche 2016-2018 con due temi chiave: diversificazione dell’offerta e destagionalizzazione. È infatti importante eliminare le difficoltà derivanti dal gap tra inverno ed estate, valorizzando al massimo le risorse naturali con un più cosciente utilizzo delle nuove tecnologie ed elaborare una più diversificata offerta turistica che soddisfi le richieste più differenti. Ulteriore vantaggio dell’eliminazione della bassa stagione sarebbe quello della trasformazione dei posti di lavoro, solitamente stagionali, in posti fissi, destinati a giovani locali e maggiormente qualificati.

Di particolare interesse sono stati anche gli interventi degli altri speaker, tra cui Fabrizio Sala, Vice-Presidente della Regione Lombardia, Davide Donati, dirigente della Regione Piemonte, Augusto Rollandin, Presidente della Regione autonoma Valle d’Aosta e Andreja Jerina, coordinatrice nazionale del Ministero degli affari esteri sloveno, riguardanti principalmente l’impatto del cambiamento climatico sul turismo, la necessità di una maggiore digitalizzazione dell’area alpina, l’attrattività della regione in termini di ambiente salutare e i problemi della scarsa accessibilità e dello spopolamento di alcune zone alpine. Il dibattito si è concluso con un invito alla cooperazione, che si incentri sull’ambiente delle Alpi, sul patrimonio storico, culturale e naturalistico. Per far fronte a queste sfide comuni è infatti indispensabile un approccio coordinato e un lavoro di squadra in un processo di governance in cui le regioni giocano il ruolo di protagoniste.

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