A seguito della vittoria del fronte del "Leave" nel referendum dello scorso 23 giugno in Gran Bretagna, nei giorni scorsi Parlamento e Consiglio europeo hanno preso atto della volontà espressa dalla popolazione del Regno Unito e hanno cominciato a tracciare la linea da seguire in vista della formalizzazione dell’uscita del Regno Unito dall'Unione.

Il Parlamento Europeo - riunitosi in sessione plenaria straordinaria a Bruxelles – dopo un dibattito tra i leader dei gruppi politici del Parlamento europeo, il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker e il ministro olandese Jeanine Hennis-Plasschaert in rappresentanza della presidenza di turno dell'UE, ha votato una risoluzione sui prossimi passi da intraprendere in vista dell'attivazione della procedura prevista dall'art. 50 del Trattato sull'UE e dell'avvio dei negoziati tra UE e Regno Unito.

La Risoluzione approvata chiede che il governo britannico, in ottemperanza alla decisione assunta dai cittadini britannici e al fine di evitare incertezze e preservare l'integrità dei soggetti coinvolti, attivi al più presto la procedura di recesso dall'UE notificando il risultato del referendum al Consiglio europeo. Il Parlamento, inoltre, chiede di essere informato e coinvolto in tutte le fasi del prossimo negoziato con il Regno Unito e ricorda che l'accordo finale deve ricevere l'approvazione del Parlamento stesso. Infine, il Parlamento chiede al Consiglio di modificare l'ordine delle sue Presidenze al fine di evitare che il Regno Unito assuma la Presidenza del Consiglio dei Ministri dell'UE come originariamente stabilito nel secondo semestre del 2017, nel pieno dei negoziati per il suo recesso.

Anche il Consiglio europeo, riunitosi a Bruxelles il 28 e il 29 giugno in riunione informale a 27 membri, ha approvato una dichiarazione conclusiva della riunione in cui delinea la propria posizione rispetto agli esiti del referendum e riferisce dell'avvio del dibattito sul futuro dell'Unione. La dichiarazione del Consiglio esordisce esprimendo rammarico per l’esito del referendum. Pur auspicando che il Regno Unito rimanga per il futuro un partner importante dell’Unione europea, sottolinea però la necessità di basare qualsiasi nuovo accordo su una combinazione equilibrata di diritti e obblighi rispettosa delle quattro libertà fondamentali (libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali) cardini del mercato unico europeo. Il Consiglio ribadisce inoltre fermamente che non verrà avviato nessun negoziato formale o informale con la Gran Bretagna prima dell'avvio della procedura prevista dall'art. 50, procedura che i 27 Stati Membri si augurano avvenga il prima possibile.

Risoluzione Parlamento

Dichiarazione Consiglio europeo

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