La sharing economy rappresenta oggi un potenziale motore di crescita e sviluppo dell’Europa.  Questo nuovo modello di business si basa su tre elementi fondamentali:

1. la condivisione, intesa come utilizzo comune delle risorse, al di là delle tradizionali forme di distribuzione e scambio,

2. la relazione peer-to-peer, ovvero la condivisione a livello orizzontale, tra persone o organizzazioni, al di fuori della logica produttore/professionista-consumatore,

3. il supporto tecnologico di una piattaforma, attraverso la quale incrementare la fiducia dei consumatori e creare una sorta di “reputazione digitale” per coloro che, pur non essendo operatori tradizionali, forniscono beni e servizi attraverso la rete.

Pur essendo la sharing economy un fenomeno in crescita, nell’Unione europea non è previsto alcun tipo di regolamentazione unitaria ad essa applicabile e ciò genera incertezza negli operatori tradizionali, nei nuovi entranti nel mercato e nei consumatori. Come già preannunciato nella Strategia per il mercato unico, la Commissione europea ha pertanto lanciato, il 2 giugno, una guida destinata agli Stati membri, attraverso la quale promuovere uno sviluppo equilibrato di questo modello di business.

Le linee guida, denominate Agenda europea per la sharing economy, spiegano come applicare a tale forma di scambio di beni e servizi la disciplina dell’Unione attualmente vigente e statuiscono che:

1. il regime delle licenze e autorizzazioni per i fornitori di servizi deve essere utilizzato come ultima risorsa, anziché come prassi, e deve essere motivato da ragioni di interesse pubblico. Esso non è inoltre applicabile alle piattaforme di condivisione qualora agiscano solo come intermediari,

2. le piattaforme possono essere considerate esenti da responsabilità per le informazioni fornite da soggetti terzi da esse contenute. Sono invece soggette a responsabilità per i servizi da esse direttamente erogati,

3. pur non imponendo eccessivi oneri in capo ai prestatori di servizi occasionali, gli Stati membri devono garantire alti livelli di protezione dei consumatori, specialmente con riferimento alle pratiche commerciali scorrette,

4. le piattaforme sono soggette a imposizione fiscale, il cui regime dovrebbe essere reso il più semplice e chiaro possibile.

Attraverso queste linee guida la Commissione invita gli Stati membri ad analizzare e ove necessario riformare la propria normativa nazionale sulla sharing economy.

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