Il 10 maggio scorso EUREGHA, la rete europea di autorità sanitarie locali e regionali, ha ospitato una tavola rotonda sull’eHealth. I relatori Terje Peetso, policy officer alla DG Connect, e Wouter de Jonghe, responsabile del progetto Vitalink della Regione delle Fiandre, hanno analizzato le maggiori opportunità e barriere all’implementazione dei sistemi innovativi di eHealth.  In particolare sono state discusse questioni quali l’aumento della domanda di prestazioni sanitarie, l’invecchiamento della popolazione, i cambiamenti demografici in corso e la scarsità di risorse.

Il potenziamento della sanità elettronica non comporta una sostituzione dei sistemi di cura tradizionali, ma permette di assistere meglio e più agevolmente tutti i pazienti, anche quelli che vivono in aree remote, attraverso sistemi quali le prescrizioni elettroniche o il tele monitoraggio delle aritmie e dei livelli di zucchero nel sangue. Le esperienze degli Stati membri sono molto diverse tra loro: Estonia e Grecia vantano avanzati sistemi elettronici di prescrizione, la Danimarca garantisce un facile accesso alle cartelle cliniche e alla prenotazione delle visite mediche online e i Paesi Bassi puntano molto sulla telemedicina. In Belgio invece, la rete Vitalink raccoglie informazioni su vaccinazioni, screening del cancro e dati medici di tre milioni di cittadini.

In ogni caso, la diffusione dell’eHealth non può prescindere da due elementi fondamentali:

1. il miglioramento della protezione dei dati personali sensibili dei pazienti raccolti in rete;
2. la necessità di bandire dal web la letteratura medica non veritiera.

A tal fine la Commissione europea ha elaborato alcuni importanti documenti tra cui l’eHealth Task force Report, il Libro verde sull'mHealth, la Strategia per il mercato unico digitale, la direttiva per la protezione dei dati sensibili e il piano d’azione per l’eHealth 2012-2020 (la cui valutazione di metà periodo è prevista per l’estate 2016).

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