Il miglioramento delle competenze linguistiche è senza dubbio un requisito oggi quanto mai necessario per promuovere occupazione e mobilità. Le stituzioni europee sono da sempre in prima linea per favorire queste policy, le quali rimangono di competenza nazionale.

Il Consiglio europeo riunito a Barcellona nel 2002 sanciva la necessità di insegnare almeno due lingue straniere sin dall'infanzia in aggiunta alla lingua madre, priorità riaffermata nelle recenti conclusioni dell’anno passato. Gli Stati, da parte loro, si stanno mobilitando attraverso il supporto di progetti pilota o di vere e proprie riforme del sistema scolastico nazionale o regionale. In un mondo globalizzato dove l’esposizione a diverse lingue straniere è in crescita anche in contesti locali grazie alla migrazione, l’istruzione dovrebbe essere pronta a fornire agli alunni gli strumenti necessari per affrontare lo studio delle lingue straniere. Grazie anche al confronto con il funzionario della Commissione europea, il dott. Luca Tomasi, il report ha l’intenzione di ripercorrere le tappe principali delle policy in materia di promozione del multilinguismo a livello europeo, oltre a fornire un quadro dello stato dell’arte in Europa relativo all’implementazione della metodologia del CLIL.

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