Il Consiglio europeo del 10-11 dicembre 2020 ha superato il veto imposto da Polonia e Ungheria sull’approvazione del Quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027) e sul pacchetto di finanziamenti per la ripresa Next Generation EU.

Grazie alla mediazione della presidenza tedesca del Consiglio, infatti, i capi di Stato e di governo hanno raggiunto un compromesso politico sui criteri che saranno alla base dell’attivazione del nuovo meccanismo che condizionerà l’esborso dei finanziamenti europei al rispetto dello stato di diritto da parte degli Stati Membri.
L’accordo raggiunto in sede di Consiglio europeo integra l’intesa del 10 novembre 2020 tra Consiglio e Parlamento europeo sulla dotazione del nuovo bilancio pluriennale: 1.074 miliardi €, cui si aggiungeranno ulteriori 16 miliardi € per il rafforzamento dei principali programmi dell’UE. Insieme a Next Generation EU - del valore di 750 miliardi € – la dotazione complessiva raggiungerà 1.800 miliardi €. Il 30% delle risorse dovrà essere destinato ad azioni per il clima e alla tutela della biodiversità.
Ricevuto il via libera del Consiglio, il bilancio pluriennale è stato approvato definitivamente dal Parlamento europeo il 16 dicembre 2020. Il Consiglio dovrà ora approvare formalmente il regolamento QFP e l'accordo interistituzionale, che saranno poi pubblicati nella Gazzetta ufficiale UE ed entreranno in vigore a partire dal 1° gennaio 2021. I parlamenti dei 27 Stati membri dovranno inoltre ratificare, nel rispetto delle norme costituzionali interne, la decisione sull’aumento delle risorse proprie dell’UE, fondamentale per consentire alla Commissione di contrarre prestiti per finanziare il piano di ripresa.

Nel frattempo, Consiglio e Parlamento stanno concludendo i negoziati sui regolamenti istitutivi dei programmi e fondi europei 2021-2027. Gli accordi politici raggiunti dovranno essere recepiti tecnicamente all’interno dei rispettivi testi giuridici. L’approvazione formale dei due co-legislatori è attesa per le prime settimane del 2021.
A tal proposito, sul fronte dei programmi europei a gestione diretta, il 7 dicembre i negoziatori hanno concluso l’accordo sul regolamento di InvestEU. Lo strumento – pensato per promuovere investimenti strategici, sostenibili e innovativi e affrontare i fallimenti del mercato, gli investimenti non ottimali o il loro gap in determinati settori – beneficerà di una garanzia di bilancio dell’UE di 26.2 miliardi €, ripartita per quattro ambiti di intervento, con l’obiettivo di mobilizzare fino a 400 miliardi € di investimenti aggiuntivi.
Il 10 dicembre è stata perfezionata l’intesa sul regolamento di Orizzonte Europa, il nuovo programma quadro dell’UE dedicato alla ricerca e all’innovazione. Con una dotazione di 95,5 miliardi €, esso introdurrà importanti novità, come l’istituzione del Consiglio europeo dell’innovazione (CEI), le missioni di ricerca dell’UE e maggiori sinergie con gli altri programmi e fondi europei esistenti.
Gli accordi sul nuovo programma Erasmus+ e sul Corpo europeo di solidarietà sono stati raggiunti l’11 dicembre. Erasmus+, programma per l'istruzione, la formazione, la gioventù e lo sport in Europa, si focalizzerà maggiormente sull’inclusione e sarà dotato di un campo di applicazione più ampio, che consentirà anche agli adulti iscritti a percorsi di formazione di partecipare ai programmi di mobilità. Anche nel caso del Corpo europeo di solidarietà, dedicato ad attività di volontariato giovanile all’estero o nel proprio paese, l’inclusione sarà centrale, mentre sarà innalzato a 35 anni il limite di età per operare nel settore umanitario.
Il 14 dicembre è stato concluso l‘ accordo sul regolamento del nuovo Fondo europeo per la Difesa. Lo strumento – cui andranno circa 7.9 miliardi € - promuoverà la cooperazione tra le imprese, gli attori della ricerca e gli Stati membri, incoraggiando anche la partecipazione delle PMI, al fine di sviluppare tecnologie di difesa all’avanguardia.
Negoziati completati anche per il programma Digital Europe. Con una capacità di 8.2 miliardi €, lo strumento si concentrerà su ambiti chiave quali sviluppo del calcolo ad alte prestazioni (2.2 miliardi), intelligenza artificiale (2.1 miliardi), infrastrutture e tecnologie di cybersicurezza (1.7 miliardi), competenze digitali avanzate (580 milioni).
L’accordo sul programma Europa Creativa ha confermato lo stanziamento di oltre 2.4 miliardi € a beneficio dei settori culturali e creativi europei. In questo quadro, il settore dei mezzi di informazione sarà sostenuto per la prima volta mediante azioni volte a promuovere l'alfabetizzazione mediatica, il pluralismo e la libertà dei media.
Infine, sul fronte del nuovo programma Europa per la Salute (EU4Health), l’intesa raggiunta il 14 dicembre ha confermato la proposta di destinare il 20% dei fondi totali previsti – che ammontano a 5.1 miliardi € - alla prevenzione delle malattie e alla promozione della salute, di supportare la creazione di uno spazio europeo dei dati sanitari e di rafforzare i sistemi sanitari nazionali nell’eventualità di future epidemie.

Per quanto riguarda i programmi europei a gestione concorrente, il 1° dicembre 2020 si sono conclusi i negoziati relativi al regolamento sulle disposizioni comuni. Esso disciplinerà otto fondi/programmi, compresi quelli per la politica di coesione, come il Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR) e il Fondo Sociale Europeo (FSE+). Il regolamento definisce i tassi di co-finanziamento UE per le diverse regioni europee, alcune importanti pratiche di semplificazione amministrativa e di governance economica, nonché i principi orizzontali da rispettare per accedere ai finanziamenti.
Il 3 dicembre è stata la volta dell’accordo sul regolamento per la cooperazione territoriale europea (Interreg). Il programma Interreg – dotato di 8 miliardi € - finanzierà la cooperazione transfrontaliera (72.2% del totale), transnazionale (18,2%), interregionale (6,1%) e per la prima volta progetti per le regioni ultra-periferiche (3,5%).
L’8 dicembre è stato finalizzata l’intesa sul regolamento di dettaglio che disciplinerà il FESR e il Fondo di Coesione. Il FESR, che dovrà destinare almeno il 30% delle risorse alla transizione verde, includerà per la prima volta un’Iniziativa urbana europea per lo sviluppo sostenibile e uno Strumento per la cooperazione interregionale per gli investimenti per l'innovazione negli ambiti delle strategie S3 di specializzazione intelligente.
Infine, con riferimento alla Politica agricola comune (PAC), i negoziatori hanno concordato già a novembre 2020 l’estensione delle attuali regole fino alla fine del 2022 – in attesa dell’entrata in vigore della riforma PAC, prevista per il 2023 - e la distribuzione agli agricoltori europei di 8.07 miliardi € di Next Generation EU a partire dal 1° gennaio 2021.

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