A novembre si è tenuto il Giorno Europeo del Design (European Design Day) che è stato organizzati dal gruppo di lavoro “Design&Creatività” del network europeo per la ricerca e l’innovazione ERRIN con la Provincia Autonoma di Bolzano/Bozen-Alto Adige in funzione di co-leader. gruppo di lavoro è ormai da anni impegnato a sostenere l’utilità trasversale del design e della creatività come strumenti per l’innovazione in campi molto diversi fra loro. L'edizione di quest'anno si è incentrata sulla dimensione sociale del design, la co-creazione e l'impegno civile. A questo dibattito hanno partecipato anche due professori della Libera Università di Bolzano, Kris Krois e Alastair Fuad-Luke, che attraverso i loro interventi hanno evidenziato un divario tra le attuali domande del mercato e le grandi sfide del futuro, che dovremo affrontare: i cambiamenti climatici, l'inquinamento, la digitalizzazione, l'esplosione demografica e la crescita economica a scapito del nostro pianeta e delle nostre risorse naturali. Secondo loro, questo divario può essere superato tramite il design sociale (Social Design), una forma di architettura e arte in cui le persone comuni sono al centro dell'attenzione dell’artista, includendoli nel processo di creazione e dello sviluppo dell’oggetto d’arte stesso.

Priorità simili hanno condotto la Commissione europea a progettare un Nuovo Bauhaus europeo nel quadro del Green Deal europeo e dell’ondata di ristrutturazioni. Con questo nome, la Commissione si ispira alla scuola del Bauhaus, un movimento di architettura, arte e design fondato nel 1919 a Weimar in Germania. Combinando arte e praticità, questo movimento ha plasmato il pensiero creativo, il design dei mobili e i paesaggi urbani in tutto il mondo e ha inciso concretamente sulla transizione sociale ed economica verso la società industriale del XX secolo. Inoltre, il Bauhaus è famoso per aver gettato il ponte verso il mondo della cultura e verso le sfide sociali dell'epoca, dimostrando che l'industria e il design possono migliorare la vita quotidiana delle persone. Questa strategia del Bauhaus è stata ripresa dalla Commissione europea quasi un secolo dopo per affrontare le nuove sfide globali. Il nuovo Bauhaus europeo deve innescare una dinamica analoga del movimento storico: deve dimostrare che ciò che è necessario può essere anche bello, che lo stile e la sostenibilità vanno di pari passo.

Il nuovo Bauhaus europeo sarà quindi un movimento basato sulla sostenibilità, l'inclusività e l'estetica, mentre mira allo stesso tempo di avvicinare il Green Deal europeo ai cittadini e porre al centro della vita quotidiana il riciclaggio, le energie rinnovabili e la biodiversità. Si tratta di una piattaforma collaborativa del design e della creatività, in cui architetti, artisti, studenti, scienziati, ingegneri e designer possano contribuire al dibattito su nuovi metodi di costruzione e nuovi moduli di progettazione. In concreto, questo significa ripensare il design e l’industria edile: dare spazio a un'industria edile che utilizzi materiali naturali come il legno o il bambù, un'architettura che adotti forme e principi di costruzione vicine a quelle della natura, una progettazione energetica che tenga conto degli ecosistemi fin dalla progettazione e che metta la sostenibilità e la riutilizzabilità al centro della loro attività. Il nuovo Bauhaus europeo dovrà inoltre approfittare della digitalizzazione, utilizzando per esempio le simulazioni informatiche che consentiranno di migliorare le scelte progettuali in termini di efficienza delle risorse, riutilizzabilità o impatto sull'ambiente e sul clima locale.

Il processo è all’inizio e fino all’estate 2021 verrà portata avanti una prima fase di co-design. Nelle prossime settimane verranno pubblicati dal Centro di ricerca congiunto della Commissione europea (Joint Research Center – JRC) alcuni strumenti utili per iniziare un dialogo sul tema anche a livello locale e regionale. Proprio le città e le regioni sono infatti al centro delle riflessioni del Nuovo Bauhaus europeo, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento dei cittadini nel ridisegno degli spazi urbani e un ripensamento non solo sulle modalità di utilizzo degli edifici già esistenti ma anche ad esempio sulla mobilità locale.

In seguito verranno pubblicati degli inviti a presentare proposte per l’individuazione di cinque progetti pilota in altrettanti Stati membri che dovranno occuparsi di aprire la sperimentazione sul Nuovo Bauhaus europeo su aspetti diversi e complementari. Questi laboratori creativi e sperimentali costituiranno poi il punto di partenza di una rete europea e mondiale che punta a massimizzare l'impatto economico, ecologico e sociale dell’architettura.

 

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