Il 10 novembre, dopo dieci settimane di intense negoziazioni, è stato finalizzato l'accordo tra il Consiglio e il Parlamento europeo sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (QFP 2021-2027). Una volta adottato, il budget, dotato complessivamente di 1800 miliardi di Euro, sarà il maggiore mai finanziato e fornirà un importante contributo alla ricostruzione di un'Europa post-COVID-19 più verde, digitale e resiliente.

La Commissione europea aveva presentato la sua proposta per il prossimo bilancio a lungo termine dell'UE a maggio 2018 ed è stata immediatamente seguita da proposte legislative per 37 programmi settoriali. Tra il 2018 e l'inizio del 2020, la Commissione ha poi lavorato in cooperazione con le presidenze di turno del Consiglio e in stretta collaborazione con il Parlamento europeo per portare avanti i negoziati. Nel 2020, in risposta alla crisi senza precedenti causata dal coronavirus, la Commissione europea ha rivisitato il progetto di quadro finanziario pluriennale, introducendo per esempio lo strumento temporaneo per la ripresa NextGenerationEU dotato di 750 miliardi di Euro. L’accordo politico è stato raggiunto con i capi di stato dell'UE a luglio 2020, da allora il Parlamento europeo e il Consiglio hanno tenuto undici dialoghi politici trilaterali sull'accordo con l'obiettivo di perfezionarne i parametri finali.

Uno dei principali elementi del compromesso tra il Parlamento europeo e il Consiglio prevede che oltre il 50% del bilancio andrà a sostenere la modernizzazione tramite le politiche in materia di ricerca e innovazione (Horizon Europe), le transizioni climatiche e digitali eque (Fondo per una transizione giusta e il programma Europa digitale) così come la ripresa economica e la resilienza dell’Europa (rescEU, EU4Health). In questo si nota nuovamente il focus dell'UE sulla natura e il clima: in accordo si prevede di investire in questo settore la percentuale del QFP più alta di sempre, presentando tra l’altro proposte su un meccanismo di adeguamento delle emissioni di CO2. Inoltre, il 7,5% della spesa annuale sarà dedicata agli obiettivi sulla biodiversità a partire dal 2024 e il 10% a partire dal 2026.

Anche la politica di coesione e la politica agricola comune (PAC) continueranno a ricevere un notevole sostegno finanziario, che sarà necessario per garantire la stabilità in tempi di crisi e consentire la loro modernizzazione. Il pacchetto prevede un rafforzamento dei meccanismi di flessibilità volti a garantire la possibilità di fare fronte a esigenze impreviste e per preparare l’Europa agli ostacoli di futuro. In questo ambito l'UE, per finanziare la ripresa, assumerà prestiti sui mercati finanziari a costi più favorevoli rispetto a molti stati membri e ridistribuirà gli importi.

Per quanto riguarda la tutela del bilancio dell'UE, l'UE disporrà di un meccanismo specifico volto a proteggere il proprio bilancio dalle violazioni dello Stato di diritto. Per la prima volta, l'erogazione dei fondi del prossimo bilancio dell'UE sarà direttamente collegata allo Stato di diritto degli stati membri. Il rispetto di esso è un presupposto fondamentale per una sana gestione finanziaria e per un efficace finanziamento dell'UE ed è stato concepito per proteggere il bilancio dell'UE dai rischi finanziari derivanti dai deficit generali dello stato di diritto negli stati membri. Per monitorare spesa dei fondi strutturali UE, le tre istituzioni – Commissione, Parlamento, Consiglio - si riuniranno regolarmente per valutare attuazione degli accordi sugli investimenti di spesa. I finanziamenti dovranno essere accordati in modo trasparente e il Parlamento, insieme al Consiglio, verificherà eventuali scostamenti rispetto ai piani precedentemente concordati.

Il regolamento QFP e l'accordo interistituzionale approvati devono ora essere formalmente adottati dal Parlamento europeo e dal Consiglio. Entrambe le istituzioni possono ancora esercitare un veto sull’intero pacchetto, dato che l’accordo dovrà essere approvato all’unanimità dalla plenaria del Parlamento europeo ma anche dal Consiglio dell’UE, dove secondo i trattati europei sarà necessario l’assenso di tutti e 27 gli stati membri. Parallelamente, occorre proseguire con i lavori verso l'adozione definitiva di tutti gli altri elementi del pacchetto, comprese la legislazione settoriale e la decisione sulle risorse proprie. Nel caso della decisione sulle risorse proprie, che consentirà alla Commissione di contrarre prestiti, sarà altresì necessaria la ratifica da parte di tutti gli stati membri nel rispetto delle rispettive norme costituzionali.

 

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