A Bruxelles il dirigente dell'Agenzia per la famiglia Luciano Malfer

Si è svolto il 27 gennaio a Bruxelles il meeting organizzato dal Parlamento europeo intitolato "Gli ecosistemi vita e lavoro e sviluppo locale”. Al centro dell’incontro sono state poste le politiche volte a conciliare vita e lavoro messe in campo dalla Provincia autonoma di Trento inquadrate nel panorama dello sviluppo locale delle politiche pubbliche. Ad illustrarle è stato il dirigente dell'Agenzia per la famiglia, natalità e politiche giovanili, Luciano Malfer. La discussione si è avviata con la presentazione della versione inglese, ‘Work-life balance you can!’, del libro ‘Figli e lavoro si può’ , curato dalla giornalista Adele Gerardi. Nel libro sono raccolte dieci storie di successo di conciliazione famiglia-lavoro raccolte in Trentino da altrettanti dipendenti pubblici e privati a cui si aggiungono i punti vista dei rispettivi datori di lavoro. Un modo per rendere concrete ed empatiche le politiche pubbliche orientate al benessere della famiglia.

 

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L’iniziativa del Parlamento europeo rientra nell’ambito della consultazione pubblica avviata dalla Commissione europea nell'agosto 2015 e denominata "Eventuali misure per aiutare i genitori che lavorano e i prestatori di cure a conciliare vita professionale e vita privata", mirata ad aumentare la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, aggiornando l'attuale quadro giuridico e politico dell'Unione europea, in modo da consentire ai genitori con figli e/o parenti a carico di conciliare meglio famiglia e lavoro, e rafforzare la parità fra i sessi sul mercato del lavoro. Lo scopo della consultazione è raccogliere pareri sulla definizione e attuazione a livello Ue di una serie di possibili strumenti per favorire l'equilibrio tra vita professionale e vita privata.

All’incontro hanno preso parte oltre al dirigente dell’Agenzia della famiglia Luciano Malfer, l’europarlamentare Patrizia Toia, l'esponente dell'Istituto per lo Sviluppo della formazione professionale dei lavoratori (ISFOL), Maurizio Mosca, membro dell'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere - dell'EIGE (Vilnius - Lituania) e Paola Panzeri, funzionario legale presso la Confederazione delle organizzazioni familiari dell'Unione europea (COFACE) (Bruxelles - Belgio).

“L’incontro di oggi con la Provincia di Trento è un momento importante - ha affermato l’eurodeputata Patrizia Toia, vicepresidente della commissione Ue industria e energia - un bel gioiello, un bel contributo, con tante buone idee e indicazioni, tanto da richiedere l’organizzazione di un incontro di approfondimento ad hoc, che si colloca in un momento particolare delle decisioni Ue rispetto alla direttiva comunitaria dei congedi parentali che ha visto un iter difficile nel tempo, senza trovare ancora un accordo definitivo con il Consiglio europeo, ma la nuova Commissione ha rilanciato di recente il tema, presentando con un pacchetto più ambizioso che contiene azioni più generali e più articolate sul tema delle conciliazione famiglia-lavoro”. “Le politiche pubbliche che hanno dato la motivazione per la pubblicazione del libro vanno raccontate sotto forma di storie di vita altrimenti non si percepiscono i risultati concreti – ha affermato il dirigente dell’Agenzia della famiglia, natalità e politiche giovanili Luciano Malfer - l’architettura istituzionale dietro le storie raccontate nel libro esiste grazie all’autonomia legislativa che ha messo in piedi già dal 2004 un sistema strutturale di politiche familiari che nel 2011 è stato incardinato in una legge provinciale. Non riguarda le politiche sociali – ha aggiunto Malfer - ma è una legge per lo sviluppo economico del territorio. Laddove la politica mette in campo politiche per la comunità queste diventano automaticamente politiche di sviluppo”. 

“La comparazione europea delle misure in atto nella provincia di Trento – ha detto Valeria Viale, membro dell'Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (Isfol) – la vede più vicina all’Austria e alla Germania, dove si investe parte consistente del Pil nelle politiche familiari e delle pari opportunità, dove le aziende ricevono dei fondi pubblici per innovare con servizi family-friendly la gestione imprenditoriale. Finalmente nel Jobs act si parla di supporto alla genitorialità: si spera così di superare il concetto che la conciliazione sia solo una questione femminile. Tra le novità l’indennità di maternità per lavoratrici autonome, madri adottive e madri affidatarie, e la proroga dei congedi parentali fino ai 12 anni anni del figlio, e infine il congedo di maternità rivolto anche alle donne vittime di violenza”.

 

Presentazione: 'Ecosistemi di vita e lavoro e sviluppo locale in Europa'

 

 

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