L’agricoltura è stato uno dei primi campi di cooperazione a livello comunitario. La prima forma di Politica Agricola Comune (PAC) è stata approvata nel 1962, poco dopo la nascita della Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), con l’obbiettivo di rinforzare il mercato comunitario europeo e supportare gli agricoltori dei sei paesi della Comunità (Italia, Francia, Germania Ovest, Belgio, Olanda e Lussemburgo) che vivevano un periodo complicato in seguito alle distruzioni del territorio e alle perdite umane causate dalla Prima Guerra Mondiale.


La cooperazione a livello agricolo è diventata una delle principali politiche comunitarie, ed è oggi una politica comune a tutti i paesi dell’UE, la quale finanzia i progetti per gli agricoltori direttamente dal proprio bilancio. Oggi la PAC punta ad essere non solo un punto di raccordo tra agricoltura e società, ma anche a supportare in tutte le sue forme gli agricoltori europei.
Essa si pone cinque obbiettivi generali:
• sostenere gli agricoltori e migliorare la produttività agricola, garantendo un approvvigionamento stabile di alimenti a prezzi accessibili
• tutelare gli agricoltori dell'Unione europea (UE) affinché possano avere un tenore di vita ragionevole
• aiutare ad affrontare i cambiamenti climatici e la gestione sostenibile delle risorse naturali
• preservare le zone e i paesaggi rurali in tutta l'UE
• mantenere in vita l'economia rurale promuovendo l'occupazione nel settore agricolo, nelle industrie agroalimentari e nei settori associati.
Questi obbiettivi generali risultano in tre gruppi di azioni concrete. Il primo gruppo di azioni consiste nel sostegno al reddito degli agricoltori. Esso è reso necessario dalle diverse difficoltà economiche che un agricoltore deve affrontare, difficoltà che causano enormi volatilità nei prezzi del mercato agricolo e una media dello stipendio degli agricoltori europei più bassa fino al 40% rispetto ai redditi non agricoli. Questo sostegno ha rappresentato, negli ultimi 10 anni, quasi la metà del reddito degli agricoltori, e supporta più di 6 milioni di aziende agricole europee. Esso viene elargito indirettamente dall’UE attraverso i paesi membri, che hanno il compito di indirizzarlo a seconda delle caratteristiche specifiche della propria agricoltura e delle proprie regioni e assicurarsi che le aziende agricole che ne fanno richiesta riescano a soddisfare le condizioni di accesso poste dall’UE. In più, l’UE ha introdotto il “meccanismo di convergenza esterna”, che adegua i pagamenti del sostegno al reddito per ciascun paese, verso l’alto o verso il basso, in maniera tale da conformarli progressivamente il più possibile alla media UE.
Una seconda forma di supporto agricolo è l’insieme delle misure di mercato che l’UE adotta regolarmente per affrontare periodi difficili che l’agricoltore potrebbe avere a causa di problemi legati ad un improvviso crollo della richiesta o di un’eccedenza sul mercato di certi prodotti. Queste di misure di mercato specifiche si pongono come obbiettivo generale il rafforzamento della posizione degli agricoltori nella catena di approvvigionamento.
L’UE ritiene fondamentale anche supportare specificamente le zone rurali (link in inglese), che hanno esigenze specifiche e si trovano spesso ad affrontare le sfide commerciali globali in maniera più arretrata dal punto di vista tecnologico, economico e sociale. Attraverso programmi nazionali e regionali finanziati dal Fondo Agricolo Europeo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) l’Unione si prefissa tre obbiettivi:
• migliorare la competitività del settore agricolo;
• garantire una gestione sostenibile delle risorse naturali e promuovere azioni per il clima;
• raggiungere uno sviluppo territoriale equilibrato delle economie e delle comunità rurali.

L’agricoltura è un tema fondamentale per l’UE. Testimonianza di ciò ne è l’ammontare del budget europeo che ogni anno viene dedicato alla PAC. Infatti, nel 2018 che nel 2019 rispettivamente 58 e 59 miliardi di euro (da un totale di 162 e 165) sono stati destinati all’agricoltura, e nel 2020 si prevede una spesa di altri 58 miliardi di euro, più di un terzo del totale del budget per quest’anno.
La Commissione Europea ha proposto alcuni documenti legislativi che pongono 9 obbiettivi della ‘PAC futura’. Essi sono
• garantire un reddito equo agli agricoltori
• aumentare la competitività
• riequilibrare la distribuzione del potere nella filiera alimentare
• azioni per contrastare i cambiamenti climatici
• tutelare l'ambiente
• salvaguardare il paesaggio e la biodiversità
• sostenere il ricambio generazionale
• sviluppare aree rurali dinamiche
• proteggere la qualità dell'alimentazione e della salute.
Queste proposte per il nuovo anno e per il periodo 2021-2027 cercheranno in particolare di supportare le piccole e le medie aziende agricole e di introdurre nuovi agricoltori (i cosiddetti ‘giovani agricoltori’) nel mercato agricolo europeo, e allo stesso tempo di fare dell’agricoltura sempre più un mezzo per combattere i cambiamenti climatici e per preservare i paesaggi e la biodiversità europea.
In un periodo in cui le aziende agricole europee soffrono particolarmente le concorrenze delle enormi produzioni del resto del mondo, in cui gli agricoltori europei sono più poveri e in cui soprattutto la loro categoria inizia a pagare le conseguenze dei cambiamenti climatici, l’UE vuole rilanciare il settore agricolo per coinvolgere anche loro nelle due più importanti sfide che aspettano l’Europa in questo secolo: far ripartire l’economia dei paesi membri, in maniera socialmente equa, e combattere i cambiamenti climatici per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Marco Vento

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