L’Alto Adige sta perdendo lavoratori altamente qualificati? Se sì, in quale misura e per quali ragioni? Nel suo nuovo studio l’IRE – Istituto di ricerca economica della Camera di commercio di Bolzano ha cercato di dare una risposta a queste domande ed effettivamente si può parlare di “brain drain”, ovvero dell’emigrazione di forza lavoro qualificata. Anche se negli ultimi anni a livello quantitativo sono immigrate più persone in Alto Adige di quante ne siano emigrate, in media chi è arrivato ha un livello di specializzazione inferiore rispetto a chi è partito.


Lo studio è stato presentato l’11 dicembre presso il Comitato delle Regioni (CoR) a Bruxelles. Alla conferenza hanno partecipato, fra gli altri, anche il presidente del CoR presidente Karl Heinz Lambertz, l’europarlamentare romeno Iulio Winkler e il presidente della Camera di commercio, Michl Ebner.

 

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Durante l’evento organizzato dall’IRE in collaborazione con l’Ufficio di Bruxelles, sono stati analizzati i risultati dell’analisi dei flussi migratori negli anni 2012-2017. Come si legge nelle conclusioni finali dello studio “l’Alto Adige perde ogni anno molti dei suoi lavoratori, per lo più altamente qualificati, e non riesce più a riconquistarli. Quattro emigrati su dieci sono infatti altoatesini, cioè italiani nati in Alto Adige. I motivi dell’emigrazione sono principalmente legati al lavoro. A loro avviso qui mancano opportunità di carriera, posti di lavoro coerenti con la propria formazione e retribuzioni competitive e proporzionate al costo della vita. Essi considerano comunque molto buona la qualità di vita dell’Alto Adige e un quarto si augura di poter tornare a vivere qui entro cinque anni. Il secondo gruppo di emigrati, ovvero i cittadini italiani nati fuori provincia, è invece spinto ad emigrare principalmente per motivi personali. Ma anche le aspettative disattese per quanto riguarda le opportunità di lavoro e di carriera in Alto Adige giocano un ruolo importante in questa decisione.”conference brain drain brain gain 2019 12 11 c hk bz 3
Devono dunque essere prese in considerazione delle misure per mitigare questi effetti e invertire la rotta, attraendo anche un maggiore numero di immigrati altamente scolarizzati nel territorio altoatesino. L’IRE propone dunque alcune misure in questo senso:

  • la creazione di una piattaforma comune gestita dalla Camera di commercio di Bolzano in collaborazione con i rappresentanti delle associazioni di categoria, dell’amministrazione provinciale e degli studenti altoatesini per migliorare la connessione fra laureati e imprese;
  • la creazione di corsi di lingua specificamente indirizzati per favorire l’integrazione professionale e personale;
  • l’ampliamento della flessibilità degli orari di lavoro e l’introduzione di nuovi modelli retributivi, come i sistemi di bonus, che premiano maggiormente la produttività;
  • l’offerta di una scuola internazionale per bambini di immigrati altamente qualificati.
  • la formazione continua dei lavoratori per rispondere ancora meglio in futuro alle esigenze di un’economia basata sulla conoscenza.

conference brain drain brain gain 2019 12 11 c hk bz 6Durante la conferenza alcune di queste misure sono state analizzate attraverso un dibattito con alcune regioni europee (Paesi Baschi, Eindhoven e Copenhagen) che rappresentano delle best practice a livello europeo.

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