La plastica è un prodotto chiave dello sviluppo economico globale: grazie alle sue caratteristiche di adattabilità, flessibilità, leggerezza ed economicità essa ha sostituito le materie prime naturali in molte applicazioni. Tuttavia, la plastica presenta notevoli inconvenienti e sono ormai globalmente riconosciuti il suo impatto negativo sull’ecosistema e la sua capacità di compromettere la sopravvivenza di alcune specie viventi. Nel 2018 la Commissione Europea ha adottato un ambizioso pacchetto di misure per ridurre l’uso della plastica e fermarne la dispersione nell’ambiente, chiamato Strategia Europea per la Plastica nell’Economia Circolare. L’ultimo aggiornamento su questo fronte arriva dal Consiglio dell’Unione Europea, che il 21 maggio scorso ha adottato definitivamente le nuove norme in materia di plastica monouso per ridurre i rifiuti in mare.

All’interno dell’Unione europea nel corso del 2017 sono stati prodotti 25 milioni di tonnellate di rifiuti plastici, di cui solo un terzo è stato riciclato, mentre gli altri due terzi sono finiti rispettivamente in discariche o all’inceneritore. Un problema grave e più difficilmente quantificabile, però, è rappresentato dalla plastica che si disperde nell’ambiente e nel mare. Secondo i dati della Commissione europea, il 50% della plastica dispersa nel mare deriva da prodotti monouso usati comunemente dalla maggioranza dei cittadini europei. Si tratta perlopiù di contenitori per alimenti, bicchieri e bottiglie, bastoncini cotonati, sacchettini e mozziconi di sigaretta. La maggior parte di questi rifiuti ha avuto un ciclo di vita molto breve, considerando che spesso si tratta di prodotti monouso, ma rimarrà nell’ambiente per centinaia di anni se non viene smaltita correttamente. Un 20% dei rifiuti plastici dispersi nei mari, poi, deriva da reti e altri strumenti di pesca abbandonati.

Le norme adottate dal Consiglio dell’Unione Europea nella sessione del 21 maggio 2019 contrastano proprio il problema della plastica dispersa in mare. Le nuove regole cercano di proporre una soluzione specifica per i diversi prodotti, considerando la necessità di garantire prodotti con caratteristiche simili a prezzi economicamente sostenibili.

Le nuove norme prevedono:

  • la messa al bando dei prodotti in plastica monouso per cui esiste un’alternativa sul mercato, come bastoncini cotonati, posate, piatti, cannucce, cucchiaini e palette per bevande, aste per palloncini, tazze, contenitori per alimenti in polistirene espanso;
  • misure volte a ridurre l’utilizzo di contenitori per alimenti e bevande in plastica, tra cui l’etichettatura specifica di alcuni prodotti che possono non essere imballati nella plastica;
  • regimi di responsabilità estesa dei produttori, che dovranno farsi carico del costo dello smaltimento di prodotti quali reti da pesca e mozziconi di sigaretta, o trovare alternative più sostenibili;
  • un obiettivo di raccolta separata delle bottiglie in plastica a livello europeo, partendo dal 77% entro il 2025 e raggiungendo il 90% entro il 2029;
  • prescrizioni di progettazione specifiche per garantire ad esempio che i tappi non si stacchino dalle bottiglie, e che il 25% della plastica usata per produrre le bottiglie in PET sia costituito da materiale riciclato a partire dal 2025.

Dalla pubblicazione ufficiale della direttiva, gli stati membri avranno due anni di tempo per l’implementazione.

Il Piano d’Azione per l’economia circolare non è ancora stato completato, ma definisce la direzione che la Commissione europea e l’Unione europea hanno scelto per affrontare il problema comune della plastica, da una parte cambiando le abitudini dei consumatori europei (come nella direttiva sulle borse di plastica del 2015) e dall’altra cercando di integrare il costo ambientale dello smaltimento della plastica nel costo di produzione. L’attenzione dell’opinione pubblica sulla sostenibilità è elevata e questo tema è entrato ormai di diritto nelle agende europee, così come nel dibattito elettorale.

Tra le molte iniziative per sensibilizzare i cittadini sugli effetti della plastica, particolarmente interessante è la campagna informativa social della Commissione europea “Il potere seduttivo della plastica monouso”.

Nicola Simonetti

 

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