Come ogni anno, la Festa dell’Europa celebra la pace e l’unità in Europa e lo fa ricordando la storica dichiarazione dell’allora ministro degli esteri francese Robert Schuman, pronunciata il 9 maggio 1950. Nelle sue parole, Schuman proponeva la creazione di una Comunità europea del carbone e dell’acciaio per superare le storiche ostilità franco-tedesche e dava inizio al lungo processo di integrazione europea. Gli sforzi di unità del progetto europeo hanno portato così il Vecchio Continente a godere del più lungo periodo di pace della sua storia.

Un anno dopo la dichiarazione Schuman è stato sottoscritto a Parigi il trattato che regola la Comunità europea del carbone e dell’acciaio. I sei Paesi fondatori negli anni hanno approfondito la loro integrazione economica istituendo la Comunità Economica Europea con la firma del trattato di Roma nel 1957. L’Atto unico europeo del 1985 ha fissato l’obiettivo di creare un unico mercato comune, mentre il Trattato di Maastricht del 1992 ha visto la nascita dell’Unione europea, inizialmente con 12 paesi, impostando il percorso verso l’unione economica e monetaria e completando il mercato unico in virtù delle quattro libertà, quelle di circolazione di beni, servizi, persone e capitali.

Se i primi anni del Duemila sono stati gli anni dell’allargamento dell’Unione, il cambiamento di passo è iniziato con la crisi finanziaria che ha colpito l’economia mondiale nel settembre 2008. Le drammatiche conseguenze economiche e sociali degli anni successivi sono state solo parzialmente attutite dalle politiche dell’Unione e degli Stati membri. Tuttavia, la crisi ha riaperto il dibattito su questioni politiche importanti, dalla necessità di affrontare la persistente disoccupazione giovanile al mettere in atto un sistema fiscale più equo, dal far fronte alla recente ondata di politica populista in tutta Europa al prepararsi ad affrontale la prossima crisi economica.

In anni più recenti il dibattito si è concentrato sulla Brexit, il “divorzio” della Gran Bretagna dall’Unione europea, sulle nuove ondate migratorie che hanno investito l’Unione e cambiato la geopolitica mondiale e sulla questione del terrorismo. Nonostante gli anni turbolenti, però, i sondaggi in vista delle elezioni europee indicano un andamento stabile del senso di appartenenza dei cittadini all’Unione. Secondo i risultati dell’indagine Eurobarometro della primavera 2019, infatti, il 68% degli intervistati crede nei benefici dell’Unione per il proprio paese, ma il dato aggregato non spiega le forti differenze tra i singoli paesi. A preoccupare le fazioni europeiste è il tendenziale aumento dei cittadini che si dicono incerti sui benefici dell’appartenenza all’Unione, che si attestano al 27% della popolazione europea.

Le sfide dell’Unione di domani sono state raccolte dal Presidente della Commissione europea Jean Claude Junker nelle raccomandazioni sulla prossima agenda strategica, discussa a Sibiu dai leader dei paesi membri proprio il 9 maggio. La Commissione europea uscente si auspica un’Unione più forte nella difesa comune, che potenzi la propria competitività economica a livello mondiale e garantisca una crescita economica alla propria popolazione. La priorità trasversale, che attraversa tutti gli altri ambiti politici, riguarderà la lotta al cambiamento climatico e alla perdita della biodiversità orientando la ricerca, la produzione, i consumi e le abitudini degli europei verso un utilizzo sostenibile delle risorse.

A determinare lo sviluppo del progetto europeo e il futuro dell’Unione stessa saranno i cittadini, chiamati alle urne per rinnovare il Parlamento Europeo tra il 23 e il 26 maggio 2019. Sono numerosi gli eventi informativi organizzati su tutto il territorio dell’Unione e anche in Alto Adige, per festeggiare l’Europa del 9 maggio, quella che secondo Schuman avrebbe saputo salvaguardare “la pace mondiale […] con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano."

Per maggiori informazioni riguardo agli eventi in Alto Adige consultare la sezione dedicata nel sito della Ripartizione Europa dell’amministrazione provinciale.

Nicola Simonetti

 

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