La Commissione europea ha intensificato l'attività informativa nel settore delle dogane e delle imposte indirette -come l'IVA- per sensibilizzare le imprese dell'UE sull'eventualità di un'uscita senza accordo del Regno Unito dall'UE il 30 marzo prossimo, dato il rischio che si profila in questo senso (ipotesi del "no deal").
La campagna di sensibilizzazione avviata è una delle iniziative di preparazione a un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione europea senza accordo che la Commissione porta avanti conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo (Articolo 50) del dicembre 2018, con cui le è stato chiesto d'intensificare i preparativi per far fronte ad ogni evenienza. Scopo della campagna è contribuire ad informare le imprese intenzionate a mantenere rapporti commerciali con il Regno Unito dopo il 30 marzo sugli interventi necessari per agevolare per quanto possibile la transizione. Per mettere gli operatori economici dell'UE al riparo da gravi perturbazioni è indispensabile prepararli al fatto che il Regno Unito diverrà un paese terzo.
Senza un periodo transitorio (come previsto dall'accordo di recesso) o un accordo definitivo, dal 30 marzo 2019 le relazioni commerciali con il Regno Unito saranno disciplinate dalle norme generali dell'OMC, senza l'applicazione di preferenze.
Ciò presuppone, in particolare, che:

  • si applicheranno le formalità doganali, dovranno essere presentate dichiarazioni e le autorità doganali potranno esigere garanzie per i debiti doganali potenziali o esistenti.
  • I dazi doganali si applicheranno alle merci che entrano nell'UE dal Regno Unito, senza preferenze.
  • Ad alcune merci che entrano nell'UE dal Regno Unito possono applicarsi anche divieti o restrizioni, il che significa che possono essere richieste licenze di importazione o di esportazione.
  • Le licenze di importazione e di esportazione rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27).
  • Le autorizzazioni per le semplificazioni doganali o le procedure come il deposito doganale, rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27).
  • Le autorizzazioni che conferiscono lo status di operatore economico autorizzato rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27).
  • Gli Stati membri applicheranno l'IVA all'importazione di merci che entrano nell'UE dal Regno Unito. Le esportazioni verso il Regno Unito saranno esenti dall'IVA.
  • Le norme per la dichiarazione e il pagamento dell'IVA (per le prestazioni di servizi quali quelli prestati tramite mezzi elettronici) e per i rimborsi IVA transfrontalieri cambieranno.
  • I movimenti di merci verso il Regno Unito richiederanno una dichiarazione di esportazione. Il movimento di merci sottoposte ad accisa verso il Regno Unito potrebbe anche richiedere un documento amministrativo elettronico (eAD).
  • Le merci sottoposte ad accisa in movimento dal Regno Unito verso l'UE (UE27) dovranno essere sdoganate prima di poter iniziare un movimento nell’ambito del sistema di informatizzazione dei movimenti e dei controlli dei prodotti soggetti ad accisa (EMCS).

La Commissione ha messo a disposizione online un elenco di controllo per le aziende, per semplificare il reperimento delle informazioni sulle misure concrete da adottare.

Giulia Chiarel

 

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