I giovani di oggi devono affrontare grandi sfide. Nonostante l’ambizione di farsi architetti della propria vita, questa non è sempre un’impresa facile. L’elevata disoccupazione giovanile, le nuove tecnologie, l’esclusione sociale e il cambiamento delle nostre democrazie sono incertezze che rendono più di difficile farsi strada. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale vi è un rischio concreto che la nuova generazione sarà meno abbiente dei propri genitori. Nell’Unione europea il 29% delle persone che hanno tra i 16 e 29 anni sono a rischio povertà o esclusione sociale. I giovani che sono confrontati con questi svantaggi sono generalmente cittadini meno attivi e hanno meno fiducia nelle istituzioni. Inoltre, essi traggono meno benefici da esperienze di mobilità come Erasmus o del Corpo europeo di solidarietà. Tuttavia l’Europa non può permettersi di sprecare il talento e l’impeto della gioventù.

Per ovviare a queste difficoltà la Commissione europea ha proposto una nuova strategia per la gioventù per il periodo dal 2019 al 2027, che si baserà anche sui “youth goals” (“obiettivi della gioventù”). Essi sono una serie di obiettivi che sono emersi del Dialogo Strutturato dell’Unione europea con i giovani nel 2018. L’obiettivo principale degli “youth goals è una maggiore connessione dell’Unione europea con i giovani, per promuovere il senso di appartenenza delle nuove generazioni al progetto europeo. Ciò dovrebbe avvenire anche attraverso il coinvolgimento significativo dei giovani e un dialogo con le istituzioni nel processo decisionale dell’Unione europea.

La nuova strategia dell’Unione europea per la gioventù

La nuova strategia per la gioventù si concentrerà su tre aspetti:

1. Mobilitare i giovani per la partecipazione alla vita politica: una grande parte dei giovani vuole partecipare alla vita politica, e la sensazione di essere cittadini europei è più radicata tra la generazione nata dopo il 1980 che tra quelle di età maggiore. Perciò è importante che le loro opinioni sono ascoltate. Attualmente l’Unione europea utilizza lo strumento del dialogo strutturato, a cui hanno partecipato più di 200.00 giovani dal 2010. Per aggiornare lo strumento la Commissione propone di avviare un nuovo dialogo con i giovani per dare a loro la possibilità di esprimere i propri punti di vista sulle decisioni programmatiche dell’Unione europea. La Commissione intende inoltre di intensificare la partecipazione dei giovani alla vita democratica, compreso l’accesso a informazioni di qualità convalidate da fonti affidabili, e promuovere la partecipazione alle elezioni europee.

Gli Stati membri sono incoraggiati di promuovere il dialogo e i meccanismi di partecipazione politica dei giovani a tutti i livelli del processo decisionale, ad esempio mediante l’istituzione di consigli della gioventù.

2. Collegare i giovani attraverso l’Unione europea: per riunire i giovani su un livello europeo, la nuova strategia per la gioventù creerà nuove opportunità di scambio e cooperazione in un contesto europeo, ad esempio attraverso l’estensione del programma Erasmus+.

Perciò la Commissione propone una collaborazione intensificata tra gli Stati membri per collegare fra loro i giovani in Europa, ad esempio attraverso la costruzione di reti di giovani provenienti da diverse regioni.

La Commissione incoraggia i membri a promuovere l’impegno dei giovani nel volontariato e di eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi alla solidarietà transfrontaliera.

3. Responsabilizzare attraverso la promozione del lavoro giovanile: il lavoro giovanile offre straordinari vantaggi ed esperienze durante il passaggio all’età adulta. Anche in questo ambito la Commissione propone una collaborazione tra gli Stati membri, mirata allo sviluppo e alla diffusione di strumenti pratici da utilizzare nella formazione degli animatori e degli assistenti sociali che si occupano del lavoro giovanile. Ciò dovrebbe contribuire a un incremento della qualità del lavoro giovanile.

La strategia dovrebbe rafforzare il legame tra i giovani e l’Unione europea mediante la creazione di nuove modalità di comunicazione con le istituzioni, anche attraverso mezzi digitali.

 

 

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