I cambiamenti climatici provocano sempre più spesso eventi meteorologici estremi anche in Europa, con conseguenze drammatiche per la popolazione e per l’ambiente. Lunghi periodi di siccità aumentano il rischio di incendi forestali. Solo nel 2017 gli incendi forestali hanno distrutto oltre un milione di ettari di foresta nell'Unione Europea, una superficie una volta e mezza quella dell'Alto Adige. Tra giugno e ottobre del 2017 questi incendi hanno causato 100 vittime solo in Portogallo. Il danno economico diretto causato dagli incendi forestali in Portogallo nel 2017 è stimato in quasi 600 milioni di Euro. In seguito ai cambiamenti climatici le aree a rischio di incendi si estendono verso le zone settentrionali, nel 2018 sono scoppiati incendi anche nella Svezia.

Inoltre ci sono inondazioni e frane causate da forti precipitazioni. Questi fenomeni stanno diventando sempre più evidenti anche in Alto Adige, come dimostrano le gravi frane dell’agosto 2017.

Negli ultimi due anni ci sono stati, inoltre, alcuni terremoti devastanti nell’Europa meridionale. Nel 2016 i sismi nel centro d’Italia hanno causato 290 vittime. Nel 2017 è stata colpita l’isola greca di Kos, dove si lamentano numerosi morti e centinaia di feriti.

 

L’attuale Meccanismo europeo di protezione civile

Nel caso in cui uno Stato non è in grado di affrontare una catastrofe naturale con i propri mezzi, gli Stati membri dell’Unione Europea e alcuni Stati terzi possono avvalersi del Meccanismo europeo di protezione civile. Questo meccanismo consente a uno Stato membro o a un paese terzo di chiedere assistenza attraverso il Centro di coordinamento d'emergenza della Commissione europea. Gli altri Stati membri decidono su base volontaria se intendono offrire assistenza o meno.

Date le limitate risorse disponibili nel bilancio dell'Unione Europea per sostenere questo strumento, gli obiettivi del Meccanismo spesso non sono stati raggiunti.

Rispetto alle 17 richieste inoltrate nel 2017 per incendi forestali, l’assistenza attraverso il meccanismo europeo è stata fornita solo in dieci casi. In alcuni casi la messa disposizione di aerei antincendio è stata ostacolata dal fatto che gli stati che dispongono di aerei adeguati hanno spesso dovuto affrontare incendi forestali nel proprio paese.

Ciò ha dimostrato la necessità di rafforzare la capacità dell’Unione Europea e degli Stati membri di rispondere alle catastrofi attraverso la modificazione del meccanismo europeo di protezione civile e l’introduzione del sistema rescEU.

 

RescEU: Un nuovo pilastro della protezione civile su livello europeo

Nell’ambito di rescEU sarà introdotta una riserva dedicata di mezzi per rispondere a disastri con comando e controllo a livello dell’Unione europea. Questa riserva sarà composta per esempio da aerei antincendio, unità di pompaggio ad alta capacità, squadre di ricerca e soccorso, squadre mediche di emergenza e ospedali da campo. I mezzi in questione dovrebbero essere affittati oppure acquistati su livello europeo con finanziamento completo da parte dell’Unione europea. La Commissione manterrebbe il controllo operativo di queste risorse, decidendo anche sulla loro mobilitazione. In questo modo rescEU integrerà i mezzi di protezione civile già esistenti su livello nazionale e contribuirà a un migliore coordinamento su livello europeo.

RescEU sarebbe il secondo pilastro del meccanismo europeo di protezione civile, completando la condivisione delle risorse degli Stati membri.

La proposta della Commissione include altresì il sostegno alle azioni di prevenzione delle catastrofi e della preparazione. Secondo la proposta la Commissione potrà richiedere e monitorare l’attuazione dei piani di prevenzione e preparazione da parte degli Stati membri.

 

 

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