Dal 2003, la Settimana europea delle regioni e delle città si svolge una volta all'anno a Bruxelles. L’evento consente a funzionari delle amministrazioni regionali e locali, esperti e accademici di scambiare buone pratiche e competenze tecniche in materia di sviluppo regionale e urbano.

Come già negli anni precedenti, anche quest'anno la Rappresentanza comune della Regione europea Tirolo - Alto Adige – Trentino a Bruxelles ha partecipato all'evento. In collaborazione con undici regioni partner è stato organizzato un workshop sul tema „Addressing the challenges of the 21st century through innovative measures” (Affrontare le sfide del 21° secolo attraverso misure innovative). In quest’occasione la Professoressa Susanne Elsen della Libera Università di Bolzano ha tenuto un discorso sull’agricoltura sociale.

Cos’è l’agricoltura sociale?

L’agricoltura sociale è un concetto che combina compiti sociali con un ambiente agricolo. Questo nuovo approccio può essere visto come una soluzione a vari problemi nelle zone rurali. I problemi affrontati dalle aziende agricole nelle zone rurali sono molteplici:

-          La gestione di masi piccoli spesso è economicamente svantaggiosa e di seguito questi masi vengono abbandonati.

-          La mancanza di infrastrutture e di opportunità di lavoro interessanti intensifica l’esodo rurale.

-          A causa del cambiamento demografico molti agricoltori non trovano successori.

L’agricoltura sociale può mitigare queste difficoltà e rafforza l’attività agricola nelle zone periferiche. L’idea centrale è quella di utilizzare questo settore come mezzo per fornire specifici servizi sociali e sanitari o per offrire altri servizi a beneficio delle comunità locali.

Il campo di attività dell’agricoltura sociale è ampio. Comprende offerte pedagogiche come l’accudimento di bambini da parte di Tagesmütter certificate, l’inserimento socio-lavorativo di persone con disabilità e persino servizi terapeutici e riabilitativi che mirano a migliorare le condizioni di salute degli interessati anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione di piante. Il valore aggiunto di queste offerte deriva dall’ambiente in cui vengono effettuate: la vicinanza alla natura, la convivenza di più generazioni, il paesaggio – tutto ciò può avere un effetto positivo al benessere e alla salute delle persone. Questi servizi possono essere offerte sia da cooperative sociali che da imprenditori agricoli.

L’approccio apre nuove opportunità di lavoro e nuove fonti di reddito, specialmente per le donne in zone rurali. D’altra parte rappresenta una soluzione innovativa nell’ambito dell’assistenza sociale, sanitaria e nell’istruzione.

L’agricoltura sociale risponde anche alla crescente tendenza a preferire uno stile di vita in armonia con la natura e esperienze turistiche più autentiche. Per famiglie e persone con esigenze particolari può offrire inoltre esperienze nella coltivazione di piante, l’apicoltura e l’allevamento di animali.

L’agricoltura sociale in Italia e in Alto Adige

Per quanto riguarda il quadro normativo, l’Italia e la Provincia Autonoma di Bolzano sono pioniere europee in questo settore. Nell’agosto 2015 è stata approvata la legge 141/2015, che contiene disposizioni generali e interventi a sostegno dell’agricoltura sociale. La legge prevede, ad esempio, la possibilità per le istituzioni pubbliche, che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere, di prevedere nelle gare relative alla fornitura di prodotti alimentari un criterio di priorità per prodotti provenienti da operatori dell’agricoltura sociale.

La Provincia Autonoma di Bolzano a sua volta ha adeguato la norma statale alla sua realtà con la legge provinciale del 22 giugno 2018, n. 8.

 

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