Il 24 maggio si è tenuta la conferenza “The new European Social Pillar: models of local governance” presso la sede di Bruxelles della Regione Emilia-Romagna.

Damiano Zoffoli, Membro al Parlamento europeo (S&D), ha dichiarato che l’Unione europea non è e non può essere solo un mercato comune ma una comunità di persone. Ha detto che la sfida in questi giorni è quella di ridurre la diseguaglianza e che il pilastro europeo dei diritti sociali è a tale fine un passo in avanti. Ha dichiarato che il pilastro europeo dei diritti sociali fino adesso è solo una volontà senza valore giuridico e senza obiettivi concreti. Ha ricordato che la Carta di Nizza (Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea) è stata proclamata nel 2000 e che è diventata giuridicamente vincolante nell’UE solo con l’entrata in vigore del trattato di Lisbona nel 2009.

Maria Baroni dalla sezione “1. Strategia di investimento sociale” della Direzione generale per l’Occupazione, gli affari sociali e l’inclusione della Commissione europea ha affermato che l’Europa è una delle regioni più prosperose al mondo e che le diseguaglianze sono minori che in altri parti del mondo. Ha spiegato che il pilastro europeo dei diritti sociali si basa sul diritto europeo esistente. Ha spiegato che l’implementazione del pilastro europeo dei diritti sociali è soprattutto compito degli Stati membri e che l’Unione europea lo implementerà attraverso l’adeguamento della legislazione, i finanziamenti e attraverso il semestre europeo. Riguardo all’implementazione del pilastro europeo dei diritti sociali ha richiamato l’attenzione sulle seguenti iniziative:
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'equilibrio tra attività professionale e vita familiare per i genitori e i prestatori di assistenza e che abroga la direttiva 2010/18/UE del Consiglio
Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili nell'Unione europea
Proposta di raccomandazione del Consiglio sull’accesso alla protezione sociale per i lavoratori subordinati e autonomi
Proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce l'Autorità europea del lavoro
Comunicazione interpretativa sulla direttiva 2003/88/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 4 novembre 2003, concernente taluni aspetti dell'organizzazione dell'orario di lavoro.

Inoltre ha spiegato che il quadro di valutazione sociale (social scoreboard) monitora l’implementazione del pilastro europeo dei diritti sociali in dodici ambiti diversi (Istruzione, competenze e apprendimento permanente; Parità di genere sul mercato del lavoro; Diseguaglianza e mobilità ascendente; Condizioni di vita e povertà; Giovani; Struttura della forza di lavoro; Dinamica dei mercati del lavoro; Reddito, compreso quello da lavoro; Effetto delle politiche pubbliche sulla riduzione della povertà; Cura della prima infanzia; Sanità; Accesso digitale). I risultati conseguiti da parte degli Stati membri in questi ambiti saranno poi presi in considerazione nel semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche.

Germana Viglietta della Rappresentanza Permanente dell'Italia presso l'Unione europea ha dichiarato che il pilastro europeo dei diritti sociali non è solo un manifesto ma guida le azioni degli Stati membri. Ha ricordato che gli Stati membri sono caratterizzati da modelli sociali molto diversi. Per questo non è facile trovare un accordo comune in questo ambito.

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