Molti sono i dubbi e le notizie imprecise o false che circolano sulle politiche, sulle azioni e sulle regole europee. Le Rappresentanze della Commissione europea negli Stati membri pubblicano approfondimenti su diversi temi proprio al fine di rispondere alle domande dei cittadini.
Per l’Italia l’iniziativa si chiama “EUverofalso” e si propone, nelle parole della Rappresentanza stessa, di fare chiarezza pubblicando dati, fatti e informazioni. In lingua tedesca viene invece pubblicata “EU-Mythen” a cura della Rappresentanza della Commissione europea in Germania.


La formula seguita è molti simile: domande che riportano alcuni “luoghi comuni” e risposte nelle quali si cerca di sviscerare il tema, contestualizzandolo. Lo strumento si rivela di facile consultazione e, grazie alle fonti sempre presenti, permette a chi è interessato di avvalersi con semplicità degli approfondimenti.
Alcuni esempi?
L’ultima pubblicazione riguarda le piccole e medie imprese (PMI). L’affermazione da cui si parte è la seguente: PMI, piccolo è bello. La Rappresentanza italiana risponde che quest’affermazione è sicuramente vera per quanto riguarda la visione dell’Unione europea. Infatti “l’'Unione interviene a 360° per sostenere le piccole e medie imprese (PMI) europee. Al centro dell'azione dell'UE per le PMI c'è lo "Small Business Act", che promuove il principio «Pensare anzitutto in piccolo». Questo significa tenere conto delle esigenze delle PMI già nella formulazione delle politiche e della legislazione europee. Le PMI sono un patrimonio umano e di capitale che rappresenta il 99% delle imprese esistenti nell'UE, con un ruolo decisivo per la crescita economica, l'innovazione e l'occupazione. Insomma: la colonna portante dell’economia europea”.
La Rappresentanza cerca inoltre di sfatare alcuni miti che circolano, come ad esempio nell’approfondimento che riguarda l’obbligo di pagamento dei sacchetti per la frutta e la verdura.
“Sacchetti per frutta e verdura a pagamento? Ce lo chiede l’Europa.
Falso! L'obbligo di addebitare sacchetti di frutta e verdura negli scontrini non è una richiesta che arriva dall'Europa. Lo prevede una legge italiana (la legge di conversione 3 agosto 2017, n.123 (link is external), nota come "Decreto Mezzogiorno") che disciplina la tutela dell'ambiente e la diminuzione del consumo di plastica inquinante. Per giustificare la nuova "tassa" è stata tirata in ballo una direttiva europea del 2015 (la 2015/720) che prevede che i Paesi UE debbano ridurre l'uso di sacchetti di plastica. La stessa direttiva prevede però che gli Stati possano scegliere di non applicare le regole europee ai sacchetti di plastica con uno spessore inferiore a 15 micron («borse di plastica in materiale ultraleggero»), ossia proprio i famosi sacchetti usati per frutta e verdura diventati ora a pagamento. Nel dettaglio, la direttiva prevede che il consumo annuale di borse in materiale leggero debba essere inferiore a 90 per persona entro la fine del 2019 e inferiore a 40 entro la fine del 2025. Per raggiungere tali obiettivi, i Paesi hanno la possibilità di attuare diverse misure, tra queste: adottare restrizioni alla vendita che siano proporzionate e non discriminatorie. In altre parole, la direttiva europea fissa un obiettivo (ridurre l'uso dei sacchetti di plastica) ma lascia ai singoli Paesi la scelta di come raggiungerlo.”
Interessati a conoscere di più l’Unione europea, le sue iniziative e il suo funzionamento? #EUverofalso e “EU-Mythen” vi guidano alla scoperta dell’azione europea!
Tutte le pubblicazioni sono consultabili all’indirizzo:
IT: https://ec.europa.eu/italy/news/euromyths_it
DE: https://ec.europa.eu/germany/news/eu-myths_de

 

Giulia Chiarel

 

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