CETA è l’acronimo di Comprehensive Economic and Trade Agreement (accordo economico e commerciale globale, un trattato internazionale concluso fra l’Unione europea e il Canada. Benché il trattato sia appunto concluso, cioè i negoziati sono già giunti al termine, esso non è ancora entrato in vigore: per farlo infatti dovrà essere approvato dal Parlamento europeo e dai governi degli Stati membri.

Il Canada è il 12° partner commerciale più importante dell'UE. La Commissione europea ha reso noti alcuni dati sugli scambi economici con questo paese: “L’UE è per il Canada il secondo partner commerciale dopo gli Stati Uniti e rappresenta quasi il 10% del suo commercio estero. Il volume degli scambi di merci tra l’UE e il Canada raggiunge quasi 60 miliardi di euro l’anno. Macchinari, mezzi di trasporto e prodotti chimici rappresentano le principali esportazioni dell’UE verso il Canada. I servizi commerciali – principalmente trasporti, viaggi, assicurazioni e comunicazioni – superano i 26 miliardi di euro (2012).” .

Il CETA ha lo scopo di rimuovere i dazi doganali, aprire l’accesso ai bandi di gara pubblici, allargare il mercato dei servizi, offrire garanzie più certe agli investitori e uniformare le regole per la protezione di copyright e brevetti.
Il testo dell’accordo è attualmente in traduzione nelle lingue europee ufficiali, al fine di permetterne la definitiva approvazione necessaria per la sua entrata in vigore.

Il 5 luglio 2016 la Commissione europea ha presentato la propria proproposta al Consiglio europeo per la firma del CETA. Nell’opinione della Commissione questo trattato rientra tra gli accordi commerciali per i quali si non è prevista una ratifica da parte dei parlamenti nazionali, noti come “EU Only”. Questi comprendono accordi che stabiliscono norme in settori di competenza unicamente dell’Unione europea.

Gli Stati membri negli ultimi mesi avevano invece sostenuto che il CETA fosse un “accordo misto”, cioè che va a toccare sia materie di competenza esclusiva, sia materie di competenza concorrente, nelle quali cioè possono legiferare sia gli Stati membri che l’UE.

L’Italia però non si ha sostenuto quest’ultima posizione (a differenza ad esempio di Francia e Germania), sostenendo con una lettera, inviata il 10 giugno al Presidente Jean-Claude Juncker dal Ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, l’opinione della Commissione.

Ora spetterà al Consiglio decidere se delegare la Commissione europea alla ratifica del trattato e se esso dovrà prima ricevere il via libera da tutti i parlamenti nazionali

Versione PDF scaricabile qui.

La liste degli EU Updates è disponibile qui.

Tags: EU Updateexternal relations itaSouth Tyrol