Il 13 settembre 2017 il Presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, ha pronunciato l’annuale discorso sullo stato dell’Unione. Il Presidente, rivolgendosi al Parlamento europeo riunito a Strasburgo in sessione plenaria, ha fatto il punto della situazione per l’anno che sta per concludersi e ha presentato le priorità politiche per quello successivo, illustrando in che modo la Commissione intende rispondere alle sfide più pressanti per l’Unione europea.

L’Europa di oggi è per Juncker un’Europa che “ha di nuovo i venti a favore”: la crisi economica esplosa dieci anni fa è superata e “l’economia europea si sta finalmente riprendendo". Il Presidente ha, infatti, dichiarato che negli ultimi anni sono stati creati circa 8 milioni di nuovi posti di lavoro, che oltre 230 milioni di europei risultano occupati (più di quanti fossero prima della crisi) e che “il momento è propizio per costruire un’Europa più unita, più forte e più democratica per il 2025”. Pertanto, secondo Juncker vi sono le condizioni favorevoli per rilanciare il progetto europeo.

Oltre alla ripresa economica, Juncker si è quindi soffermato su altri temi, tra cui accoglienza e frontiere, cibersicurezza, cambiamento climatico, commercio internazionale e riforme istituzionali.

Sul fronte dell’immigrazione, il Presidente ha riservato un elogio particolare all’Italia, affermando che grazie al suo impegno nel Mediterraneo “sta salvando l’onore dell’Europa”, ma si è preoccupato di specificare che occorre al contempo uno sforzo comune per governare i flussi migratori. Ha affermato, inoltre, che la Commissione avanzerà una serie di proposte sui rimpatri dei migranti che non hanno diritto a restare nell’UE, ma che grazie all’accordo con la Turchia “abbiamo ridotto del 97% gli arrivi dei migranti irregolari sul fronte orientale”. Proprio sul tema Turchia, Juncker ha escluso ogni possibilità che questa possa entrare a far parte dell’UE nel breve periodo, perché “si sta allontanando a grandi passi dall’Unione europea”.

Sul tema della cibersicurezza la Commissione propone oggi nuovi strumenti di salvaguardia della sicurezza online, tra cui un’agenzia europea per la cibersicurezza. Juncker ha infatti affermato che solo l’anno scorso l’UE ha subito almeno 4mila ciberattacchi e che quando si tratta di stabilità delle democrazie e delle economie, questi possono essere “più pericolosi delle armi e dei carri armati”.

L’UE deve inoltre essere all’avanguardia sulla questione dei cambiamenti climatici, affermando il desiderio che “di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti” l’Europa si prenda la responsabilità di salvaguardare il pianeta, patrimonio comune di tutta l’umanità. La Commissione presenterà pertanto un piano contro le emissioni di CO2.

Sul piano commerciale, se da un lato l’Ue “ha le porte aperte”, dall’altro non può “difendere ingenuamente il libero commercio”. La Commissione propone di avviare negoziati commerciali con l’Australia e la Nuova Zelanda, ma al contempo l’Europa deve difendere i suoi interessi strategici. Pertanto Junker propone un nuovo quadro dell’UE per il controllo degli investimenti. Il commercio resta fondamentale, dato che “ogni miliardo di euro di esportazioni in più equivale a 14mila posti di lavoro in più”. Sul piano economico-istituzionale Juncker sottolinea la necessità dell’UE di dotarsi di un Ministro dell’Economia e delle finanze: “un ministro europeo che promuova e sostenga le riforme strutturali nei nostri Stati membri”.

Infine, il Presidente ha affermato che “l’Europa funzionerebbe meglio se unissimo le cariche di Presidente della Commissione europea e di Presidente del Consiglio europeo” e che la democrazia europea sarebbe rafforzata attraverso la creazione di candidati capolista per le elezioni europee.

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