“Signor Presidente, Onorevoli deputati del Parlamento europeo,
l'anno scorso in questo stesso periodo, mi sono presentato a voi con un discorso un po' più semplice da pronunciare.
Era evidente a tutti che la nostra Unione non viveva un momento felice.
L'Europa era stata dolorosamente colpita da un'annata che l'aveva scossa fin nelle fondamenta.
Avevamo due sole scelte: o stringerci intorno a un programma positivo per l'Europa, o ritirarci ognuno nel proprio angolo.
Di fronte a questa scelta mi sono battuto per l'unità.”

Con queste parole il Presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha dato inizio al suo annuale discorso sullo stato dell’Unione europea, pronunciato davanti al Parlamento europeo riunito in assemblea plenaria.
Nel suo discorso il Presidente ha ringraziato gli Stati membri per la collaborazione e la fiducia. Ha proseguito poi con i dati dell’Unione europea su crescita e occupazione: 2% di crescita, al di sopra di quella statunitense, mentre il tasso di disoccupazione è il più basso da nove anni a questa parte.


Il titolo del discorso si ricollega a questi dati: “Stato dell’Unione 2017, il vento nelle vele”. Non solo, la metafora nautica è stata il filo rosso dell’intero discorso, il Presidente ha messo al centro la necessità di “fissare la rotta per il futuro”, un futuro ampio, che va fino al 2025.
Un futuro che passa, secondo il Presidente Juncker, dal rafforzamento dell’agenda commerciale europea. La Commissione propone infatti di avviare dei negoziati commerciali con Australia e Nuova Zelanda. Questo sostegno al libero mercato arriva con due precisazioni: da una parte la necessità di maggiore apertura del processo decisionale (soprattutto per quanto riguarda le informazioni ai cittadini); dall’altra la proposta di un nuovo quadro europeo per il controllo degli investimenti stranieri.
La seconda priorità individuata è quella del rafforzamento del settore industriale, attraverso una nuova politica che punti ancora di più alla leadership a livello mondiale, attraverso innovazione, digitalizzazione e decarbonizzazione.
Al terzo punto il clima e la lotta ai cambiamenti climatici. “Di fronte al crollo delle ambizioni degli Stati Uniti, l'Europa farà in modo di rendere nuovamente grande il nostro pianeta. È patrimonio comune di tutta l'umanità”, ha detto il Presidente annunciando nuove misure per la riduzione di emissioni di carbonio nel settore dei trasporti.

Un altro focus del lavoro della Commissione nei prossimi mesi sarà la protezione digitale, sia dei cittadini sia delle istituzioni, proponendo la creazione di una agenzia europea per la cibersicurezza.
Infine, come quinta priorità è stata sottolineata l’importanza del monitoraggio e delle azioni da promuovere per quanto riguarda la protezione delle frontiere e del regolamento dei flussi migratori.
“Spiegare le vele”. La già citata metafora nautica è stata ripresa quando il Presidente Juncker ha parlato dei valori dell’Unione europea, “la nostra bussola”: libertà, uguaglianza, comunità di diritto. Non richiami a vaghi principi, bensì basi che devono guidare l’agire politico: tutela della libertà di opinione, uguaglianza salariale per i lavoratori distaccati, accesso alle cure per tutti e maggiori controlli sui prodotti, per garantire la stessa protezione a tutti i cittadini europei.
Il riferimento alla libertà di stampa ha anche introdotto il discorso sull’adesione della Turchia: “I paesi candidati all'adesione devono dare la massima priorità allo Stato di diritto, alla giustizia e ai diritti fondamentali. Ciò esclude l'adesione della Turchia all'UE nel prossimo futuro.”
Per quanto riguarda il mercato unico europeo, è stata avanzata la proposta dell’istituzione di un ministro europeo dell'Economia e delle finanze.
Poco prima delle conclusioni è arrivata un’altra proposta, stavolta però rivolta all’interno della Commissione stessa: un nuovo codice di condotta per i Commissari, che rafforzi i loro requisiti di integrità, sia durante che dopo il loro mandato.
Il discorso si è chiuso con un chiaro riferimento al titolo:

“Abbiamo iniziato a riparare il tetto, adesso dobbiamo completare il lavoro finché splende il sole.
Perché quando appariranno all'orizzonte le prossime nuvole - e appariranno - sarà troppo tardi.
Allora leviamo l'ancora.
Abbandoniamo i porti sicuri.
E catturiamo il vento nelle nostre vele.”

Giulia Chiarel

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EU Update "Stato dell'Unione 2016"

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