EU Update - Alpeuregio Summer School 2019

Die Alpeuregio Summer School führt, unter Organisation der Vertretung Tirol – Südtirol – Trentino, im diesjährigen Sommer zum 9. Mal in die Funktionsweisen der EU-Institutionen und Politikbereiche der EU ein.Seit 1995 besteht das gemeinsame Vertretungsbüro des Landes Tirol, der Autonomen Provinz Bozen-Südtirol und der Autonomen Provinz Trient zur Europäischen Union in Brüssel. Die Zusammenarbeit der Regionen wurde seit damals immer weiter gestärkt und hat zu verschiedensten gemeinsamen Initiativen geführt, darunter auch die Alpeuregio Summer School, welche eine der wichtigsten ist.

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EU Update - Brexit - Guida doganale per le imprese

La Commissione europea ha intensificato l'attività informativa nel settore delle dogane e delle imposte indirette -come l'IVA- per sensibilizzare le imprese dell'UE sull'eventualità di un'uscita senza accordo del Regno Unito dall'UE il 30 marzo prossimo, dato il rischio che si profila in questo senso (ipotesi del "no deal").La campagna di sensibilizzazione avviata è una delle iniziative di preparazione a un'eventuale uscita del Regno Unito dall'Unione europea senza accordo che la Commissione porta avanti conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo (Articolo 50) del dicembre 2018, con cui le è stato chiesto d'intensificare i preparativi per far fronte ad ogni evenienza. Scopo della campagna è contribuire ad informare le imprese intenzionate a mantenere rapporti commerciali con il Regno Unito dopo il 30 marzo sugli interventi necessari per agevolare per quanto possibile la transizione. Per mettere gli operatori economici dell'UE al riparo da gravi perturbazioni è indispensabile prepararli al fatto che il Regno Unito diverrà un paese terzo.Senza un periodo transitorio (come previsto dall'accordo di recesso) o un accordo definitivo, dal 30 marzo 2019 le relazioni commerciali con il Regno Unito saranno disciplinate dalle norme generali dell'OMC, senza l'applicazione di preferenze.Ciò presuppone, in particolare, che:

si applicheranno le formalità doganali, dovranno essere presentate dichiarazioni e le autorità doganali potranno esigere garanzie per i debiti doganali potenziali o esistenti. I dazi doganali si applicheranno alle merci che entrano nell'UE dal Regno Unito, senza preferenze. Ad alcune merci che entrano nell'UE dal Regno Unito possono applicarsi anche divieti o restrizioni, il che significa che possono essere richieste licenze di importazione o di esportazione. Le licenze di importazione e di esportazione rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27). Le autorizzazioni per le semplificazioni doganali o le procedure come il deposito doganale, rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27). Le autorizzazioni che conferiscono lo status di operatore economico autorizzato rilasciate dal Regno Unito non saranno più valide nell'UE (UE27). Gli Stati membri applicheranno l'IVA all'importazione di merci che entrano nell'UE dal Regno Unito. Le esportazioni verso il Regno Unito saranno esenti dall'IVA. Le norme per la dichiarazione e il pagamento dell'IVA (per le prestazioni di servizi quali quelli prestati tramite mezzi elettronici) e per i rimborsi IVA transfrontalieri cambieranno. I movimenti di merci verso il Regno Unito richiederanno una dichiarazione di esportazione. Il movimento di merci sottoposte ad accisa verso il Regno Unito potrebbe anche richiedere un documento amministrativo elettronico (eAD). Le merci sottoposte ad accisa in movimento dal Regno Unito verso l'UE (UE27) dovranno essere sdoganate prima di poter iniziare un movimento nell’ambito del sistema di informatizzazione dei movimenti e dei controlli dei prodotti soggetti ad accisa (EMCS).

La Commissione ha messo a disposizione online un elenco di controllo per le aziende, per semplificare il reperimento delle informazioni sulle misure concrete da adottare.

Giulia Chiarel

 

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EU Update - Brexit - Zoll-Leitfaden für Unternehmen

In der aktuellen Ausgabe des EU Update geht es um Thema „Brexit - Zoll-Leitfaden für Unternehmen”.

 

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EU Update - Il Corpo europeo di solidarietà
Nel 2017 ha fatto ufficialmente il suo debutto il “Corpo europeo di solidarietà”. L’iniziativa della Commissione Europea si propone di rafforzare la vicinanza tra i diversi Paesi europei, permettendo ai partecipanti di fare esperienze di volontariato o di tirocinio nel proprio Stato o all’estero.

A due anni dal lancio, continuano le offerte occupazionali e di volontariato.

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EU Update „Das Europäische Solidaritätskorps”

In der aktuellen Ausgabe des EU Update geht es um Thema „Europäisches Solidaritätskorps”.

 

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EU Update: EU-Japan Abkommen

Das Wirtschaftspartnerschaftsabkommen (WPA) zwischen der EU und Japan tritt am 1. Februar 2019 in Kraft. Unternehmen und Verbraucher in ganz Europa und Japan können nun von der größten offenen Handelszone der Welt profitieren.

Mit dem Wirtschaftspartnerschaftsabkommen wird die überwiegende Mehrheit der Zölle abgeschafft, die den nach Japan exportierenden EU-Unternehmen jährlich Kosten in Höhe von 1 Mrd. EUR verursachen. Sobald das Abkommen vollständig umgesetzt ist, wird Japan Zölle auf 97% der aus der EU eingeführten Waren beseitigt haben. Mit dem Abkommen wird auch eine Reihe überkommener nichttarifärer Hemmnisse beseitigt, beispielsweise durch die Übernahme internationaler Standards im Automobilbereich. Außerdem werden Hindernisse für wichtige Lebensmittel- und Getränkeexporteure in der EU, die Waren für 127 Millionen japanische Verbraucher ausführen, abgebaut und die Exportchancen in vielen anderen Sektoren erhöht. Der jährliche Handel zwischen der EU und Japan könnte um fast 36 Mrd. EUR steigen, sobald das Abkommen vollständig umgesetzt ist.

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EU Update - L'accordo EU-Giappone
Il tema della settimana è: "L'accordo EU-Giappone".

 

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EU Update: Was ist der Vorsitz im Rat der EU und wie funktioniert er?

Die aktuelle Ausgabe des EU Update befasst sich mit dem Thema "Der Vorsitz im Rat der EU".

 

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EU Update - Cos'è e come funziona la presidenza del Consiglio dell'UE?

La presidenza del Consiglio dell’Unione europea (d’ora in poi “il Consiglio”) è esercitata a turno dagli Stati membri dell'UE ogni 6 mesi. Durante ciascun semestre, essa presiede le riunioni a tutti i livelli nell'ambito del Consiglio, contribuendo a garantire la continuità dei lavori.Gli Stati membri che esercitano la presidenza collaborano strettamente a gruppi di tre, chiamati "trio". Questo sistema è stato introdotto dal trattato di Lisbona nel 2009. Compito del trio è fissare obiettivi a lungo termine, preparare un programma comune per stabilire i temi e le questioni principali che saranno trattati dal Consiglio in un periodo di 18 mesi. Sulla base del programma comune, ciascuno dei tre paesi prepara un proprio programma semestrale più dettagliato.

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EU Update: Fünf Maßnahmen für den digitalen Markt im Jahr 2018

Die aktuelle Ausgabe des EU Update befasst sich mit dem Thema "Fünf Maßnahmen für den digitalen Markt im Jahr 2018".

 

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EU Update - Cinque azioni per il mercato digitale nel 2018

Viaggiare, fare shopping, guardare e chiamare in tutta Europa senza barriere o costi aggiuntivi. Questo è lo scopo del mercato unico digitale europeo. Con l’avvicinarsi della fine del 2018 vediamo quindi quali sono le principali azioni messe in campo dall’Unione europea per il miglioramento del mercato unico digitale.

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EU Update: Die Connecting Europe Facility nach 2020

Die aktuelle Ausgabe des EU Update befasst sich mit dem Thema "Die Connecting Europe Facility nach 2020".

 

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EU Update - Il meccanismo per collegare l‘Europa dopo il 2020

IIl meccanismo per collegare l’Europa (Connecting Europe Facility – CEF) è uno strumento di finanziamento dell’Unione europea volto a promuovere un collegamento migliore degli Stati membri attraverso il sostenimento finanziario delle reti trans-europee (Trans-European Network - TEN) nei campi del trasporto, dell’energia e dei servizi digitali. Il CEF incentiva la realizzazione di progetti di infrastruttura con effetti transfrontalieri da parte delle autorità pubbliche e degli operatori privati. Le infrastrutture moderne, efficienti e sostenibili sono un fattore essenziale per la creazione di nuovi posti di lavoro e per incentivare la crescita economica. Un’Unione ben collegata rende più facile ai cittadini e alle imprese di trarre vantaggio dalla libera circolazione e dal mercato unico.La visione seguita dalla Commissione europea nell’attuazione del meccanismo per collegare l’Europa è un infrastruttura moderna, sicura, pulita ed intelligente che fornirà benefici tangibili alle imprese e ai cittadini. Secondo la proposta della Commissione, il CEF, nel periodo 2021 – 2027 dovrebbe anche promuovere la cooperazione transfrontaliera in tema di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Il CEF nel periodo 2021 – 2027Per il periodo 2021 – 2027 il bilancio proposto dalla Commissione ammonta a 42 miliardi di euro, con i cui saranno sostenuti progetti di infrastruttura nei tre settori di attività:

TrasportiNel settore dei trasporti, con un bilancio complessivo di 30,6 miliardi di euro, il CEF finanzierà progetti strategici al fine di proseguire il lavoro sulla rete europea dei trasporti. Ciò comprende il completamento della rete centrale europea (ossatura portante strategica) entro il 2030. Il CEF finanzierà anche la realizzazione di sistemi europei di gestione del traffico per tutte le modalità di trasporto, contribuendo così a una mobilità più efficiente, sicura, interconnessa e sostenibile.La proposta della Commissione mira anche alla decarbonizzazione dei trasporti, alla fine di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sulla riduzione delle emissioni di gas serra. In questo contesto il CEF sosterrà, ad esempio, la realizzazione di una rete europea di infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici e carburanti alternativi.

EngergiaIl CEF finanzierà, con un bilancio di 8,7 miliardi di euro, il completamento delle reti energetiche transeuropee, contribuendo così alla realizzazione dell’Unione dell’energia. In questo settore saranno finanziati, inoltre, misure che mirano alla decarbonizzazione, in particolare attraverso l'integrazione delle fonti di energia rinnovabile, e alla sicurezza dell'approvvigionamento, rendendo tra l'altro intelligenti e digitali le infrastrutture.

DigitaleNel settore digitale il CEF, con un bilancio di 3 miliardi di euro, sosterrà la creazione di infrastrutture digitali di ultima generazione, che sono fondamentali per il completamento del mercato unico digitale. La realizzazione di reti digitali ad altissima capacità, come le reti 5G e la rete in fibra ottica, è utile per tutti i servizi digitali innovativi, compresi quelli di mobilità interconnessa e altri servizi di interesse pubblico. Il meccanismo contribuirà a garantire che i principali fornitori di servizi pubblici, come le ospedali, le università, i nodi di trasporto e le imprese ad alta intensità digitale dispongono di una connessione a banda larga.

Markus Weger

 

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EU-Update: Das Abkommen über den Austritt des Vereinigten Königreichs aus der EU

Der Vertrag über die Europäische Union sieht in Artikel 50 die Möglichkeit eines Austritts aus der Union vor.   Ein Mitgliedsstaat, der auszutreten beschließt, teilt dies dem Europäischen Rat mit. Die Europäische Union und der betreffende Mitgliedsstaat handeln daraufhin ein Abkommen aus, in dem die Einzelheiten des Austritts geregelt werden, etwa welche Handelsbeziehungen in Zukunft zwischen dem Staat und der Union herrschen sollen oder wann der Austritt rechtskräftig wird. Auch dann, wenn es zu keiner Einigung kommt, scheidet der Staat, der austreten möchte, zwei Jahre nach seiner Mitteilung an den Europäischen Rat aus der Union aus.

Am 23. Juni 2016 entschieden sich die BürgerInnen des Vereinigten Königreichs für den Austritt aus der Gemeinschaft, der sie 1973 beigetreten waren. Am 29. März 2017 teilte Premierministerin Theresa May dem Europäischen Rat den Austrittswunsch mit und leitete damit formal die Verhandlungen nach Artikel 50 über den „Brexit“ ein. Damit ist klar, dass das Vereinigte Königreich die Europäische Union spätestens am 29. März 2019 verlassen wird.

Die Verhandlungen wurden von Unterhändlern geführt, Michel Barnier für die Europäische Union, David Davis und Stephen Barclay für die britische Regierung. Von Anfang an gab es verschiedene strittige Punkte, über die eine Einigung zweifelhaft erschien. Diskutiert wurde daher auch über einen harten oder einen weichen Brexit, abhängig davon, ob ein Abkommen zustande kommt oder nicht. Am 25. November 2018 billigte der Europäische Rat den Entwurf des Austrittsabkommens. Das britische Parlament wird voraussichtlich am 10. Dezember 2018 darüber abstimmen.

Was sieht das Brexit-Abkommen vor?

Das Abkommen ist 585 Seiten stark und regelt eine Vielzahl von Bereichen. Hier einige der wichtigsten Bestimmungen:

Eine zweijährige Übergangsphase

Großbritannien wird die Europäische Union am 29. März 2019 verlassen. Das Abkommen sieht eine Übergangsphase bis mindestens Ende 2020 vor, die um zwei Jahre verlängert werden kann. In dieser Zeit werden beide Seiten über ihre zukünftigen Beziehungen verhandeln. Das Vereinigte Königreich bleibt in dieser Periode Teil des Binnenmarktes, die EU-Regeln finden weiter Anwendung. Es werden keine Zölle erhoben und die vier Grundfreiheiten gelten uneingeschränkt.

Da es in der Übergangsphase kein Mitgliedsstaat mehr ist, verliert das Vereinigte Königreich jedoch sein Mitbestimmungsrecht im Rat der Europäischen Union und wird keine Abgeordneten im Parlament stellen. Außerdem wird es bis zum Ende der Übergangsphase, also bis Ende 2020, seine Beiträge in den EU-Haushalt einzahlen.

Bürgerrechte

Mehr als drei Millionen EU-Bürger eines anderen Staates leben in Großbritannien, mehr als eine halbe Million Briten leben in einem anderen Mitgliedsstaat der Europäischen Union. EU-Bürger und deren Familien, die sich in Übereinstimmung mit dem Unionsrecht im Vereinigten Königreich niedergelassen haben, können dort bis zum Ende der Übergangsphase weiterleben wie bisher. Dies betrifft etwa die Ausübung einer Erwerbstätigkeit oder eine Ausbildung. Wer fünf Jahre ansässig war, erhält ein ständiges Aufenthaltsrecht. Die gleichen Regeln finden auch auf britische Bürger in der Europäischen Union Anwendung.

Eine Visumspflicht soll es auch nach dem Austritt aus der Union nicht geben.

Die Grenze zu Nordirland

Eine der heikelsten Fragen in den Verhandlungen war die nordirisch-irische Grenze. Die Insel war Jahrzehnte lang Schauplatz des Nordirlandkonflikts, der erst 1998 durch das Karfreitagsabkommen beendet werden konnte. Eine Binnengrenze zwischen Irland und Nordirland könnte das Abkommen gefährden und zu neuer Gewalt führen. Das Austrittsabkommen sieht daher vor, dass es keine „harte“ Grenze zwischen Irland und Nordirland geben wird, es werden also keine Grenzkontrollen eingeführt. Die Bestimmungen des Austrittsabkommens sind aber zeitlich beschränkt und bis zum Ende der Übergangsphase muss eine Übereinkunft über die zukünftige Grenzregelung erreicht werden.

Da keine der beiden Seiten eine harte Grenze befürwortet, enthält das Abkommen auch eine Notlösung für den Fall, dass es zu keiner Einigung kommt („Backstop“, dt. „Notfallregelung“). In diesem Fall bliebe das gesamte Vereinigte Königreich Teil der europäischen Zollunion, bis eine alternative gefunden ist. Andernfalls müsste die Republik Irland die neue Grenze zu Nordirland kontrollieren um die Einhaltung der Zoll- und Einreisebestimmungen der Europäischen Union sicher zu stellen.

Geschützte Produkte

Das Abkommen sieht auch vor, dass Waren aus der Europäischen Union mit einer geschützten Ursprungsbezeichnung ihren Status in Großbritannien auch nach Ablauf der Übergangsphase behalten. Umgekehrt bleiben auch Waren aus Großbritannien in der Europäischen Union geschützt. Dies gilt für alle mehr als 3.000 Produkte die einer geschützten Ursprungsbezeichnung unterliegen. Waren wie Stilfser Käse oder Champagner bleiben in Großbritannien also genauso geschützt, wie Shetland-Wolle oder Scotch Whiskey in der Europäischen Union.

 

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EU Update - L'accordo sul recesso del Regno Unito dall'UE

Il tema della settimana è: "L'accordo sul recesso del Regno Unito dall'UE".

 

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EU Update - Una nuova strategia europea per la gioventù

I giovani di oggi devono affrontare grandi sfide. Nonostante l’ambizione di farsi architetti della propria vita, questa non è sempre un’impresa facile. L’elevata disoccupazione giovanile, le nuove tecnologie, l’esclusione sociale e il cambiamento delle nostre democrazie sono incertezze che rendono più di difficile farsi strada. Per la prima volta dalla seconda guerra mondiale vi è un rischio concreto che la nuova generazione sarà meno abbiente dei propri genitori. Nell’Unione europea il 29% delle persone che hanno tra i 16 e 29 anni sono a rischio povertà o esclusione sociale. I giovani che sono confrontati con questi svantaggi sono generalmente cittadini meno attivi e hanno meno fiducia nelle istituzioni. Inoltre, essi traggono meno benefici da esperienze di mobilità come Erasmus o del Corpo europeo di solidarietà. Tuttavia l’Europa non può permettersi di sprecare il talento e l’impeto della gioventù.

Per ovviare a queste difficoltà la Commissione europea ha proposto una nuova strategia per la gioventù per il periodo dal 2019 al 2027, che si baserà anche sui “youth goals” (“obiettivi della gioventù”). Essi sono una serie di obiettivi che sono emersi del Dialogo Strutturato dell’Unione europea con i giovani nel 2018. L’obiettivo principale degli “youth goals” è una maggiore connessione dell’Unione europea con i giovani, per promuovere il senso di appartenenza delle nuove generazioni al progetto europeo. Ciò dovrebbe avvenire anche attraverso il coinvolgimento significativo dei giovani e un dialogo con le istituzioni nel processo decisionale dell’Unione europea.

La nuova strategia dell’Unione europea per la gioventù

La nuova strategia per la gioventù si concentrerà su tre aspetti:

1. Mobilitare i giovani per la partecipazione alla vita politica: una grande parte dei giovani vuole partecipare alla vita politica, e la sensazione di essere cittadini europei è più radicata tra la generazione nata dopo il 1980 che tra quelle di età maggiore. Perciò è importante che le loro opinioni sono ascoltate. Attualmente l’Unione europea utilizza lo strumento del dialogo strutturato, a cui hanno partecipato più di 200.00 giovani dal 2010. Per aggiornare lo strumento la Commissione propone di avviare un nuovo dialogo con i giovani per dare a loro la possibilità di esprimere i propri punti di vista sulle decisioni programmatiche dell’Unione europea. La Commissione intende inoltre di intensificare la partecipazione dei giovani alla vita democratica, compreso l’accesso a informazioni di qualità convalidate da fonti affidabili, e promuovere la partecipazione alle elezioni europee.

Gli Stati membri sono incoraggiati di promuovere il dialogo e i meccanismi di partecipazione politica dei giovani a tutti i livelli del processo decisionale, ad esempio mediante l’istituzione di consigli della gioventù.

2. Collegare i giovani attraverso l’Unione europea: per riunire i giovani su un livello europeo, la nuova strategia per la gioventù creerà nuove opportunità di scambio e cooperazione in un contesto europeo, ad esempio attraverso l’estensione del programma Erasmus+.

Perciò la Commissione propone una collaborazione intensificata tra gli Stati membri per collegare fra loro i giovani in Europa, ad esempio attraverso la costruzione di reti di giovani provenienti da diverse regioni.

La Commissione incoraggia i membri a promuovere l’impegno dei giovani nel volontariato e di eliminare gli ostacoli giuridici e amministrativi alla solidarietà transfrontaliera.

3. Responsabilizzare attraverso la promozione del lavoro giovanile: il lavoro giovanile offre straordinari vantaggi ed esperienze durante il passaggio all’età adulta. Anche in questo ambito la Commissione propone una collaborazione tra gli Stati membri, mirata allo sviluppo e alla diffusione di strumenti pratici da utilizzare nella formazione degli animatori e degli assistenti sociali che si occupano del lavoro giovanile. Ciò dovrebbe contribuire a un incremento della qualità del lavoro giovanile.

La strategia dovrebbe rafforzare il legame tra i giovani e l’Unione europea mediante la creazione di nuove modalità di comunicazione con le istituzioni, anche attraverso mezzi digitali.

 

 

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EU-Update: EU Design Days 2018 - Digitalization and Design

Am 14. November fand in der Vertretung der Europaregion Tirol – Südtirol – Trentino in Brüssel die achte Ausgabe der EU Design Days statt. Sie sind eine Initiative des regionalen Forschungs- und Innovationsnetzwerkes ERRIN (European Regions Research and Innovation Network) und werden jährlich in Zusammenarbeit mit Partnerregionen und Forschungseinrichtungen organisiert.

Die Konferenz sollte den Teilnehmern neue Ideen vermitteln und sie mit anderen Forschern im Bereich Design und Digitales vernetzen. Nach einer Reihe von Vorträgen wurden drei parallele Workshops gehalten, bei denen die Teilnehmer verschiedene Themen und Ideen diskutieren konnten.

Südtirol war durch Dr. Seçil Uğur Yavuz vertreten. Sie forscht an der Fakultät für Design und Künste der Freien Universität Bozen zu den Themen interaktives Produktdesign, Co-Designprozesse und Smart-Clothes.

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EU Update - EU Design Days 2018 - Digitalization and Design

Il tema della settimana è: "EU Design Days 2018".

 

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EU Update - InvestEU: il nuovo programma di investimento dell'Unione europea

Con il programma "InvestEU", la Commissione europea intende fornire un quadro comune per i vari strumenti finanziari dell'Unione europea. L’obiettivo del nuovo programma è la semplificazione dell’accesso al sostegno della Unione europea mediante l’introduzione di un quadro normativo uniforme relativo alla gestione e ai requisiti di rendicontazione, che permetterà di integrare la molteplicità di strumenti finanziari diversi esistenti a livello europeo e delle norme ad essi applicabili. Questa semplificazione incoraggerà investimenti pubblici e privati nei quattro settori di intervento del programma: innovazione, digitalizzazione, infrastrutture sostenibili e piccole e medie imprese.

Il programma investEU si baserà su quattro pilastri:

1.       Il fondo InvestEU

Secondo la proposta della Commissione il fondo” InvestEU” avrà un volume di 15 miliardi di euro. Il fondo costituisce una garanzia di bilancio dell’Unione europea a sostegno di operazioni di finanziamento e di investimento da parte di partner esecutivi. Questa garanzia di bilancio avrà un effetto di leva che, secondo le aspettative della Commissione, sarà in grado di attirare investimenti pubblici e privati complessivamentepari a 650 miliardi di euro nel periodo 2021-2027. Seguendo questo approccio il programma raggiunge l’obiettivo della Commissione di fare di più con meno risorse.

Il fondo “InvestEU” sarà complementare ad altri tipi di finanziamento e ad altre azioni nei settori che sostiene, come il programma Horizon Europe, il programma Europa digitale, Europa creativa e il Fondo europeo per la difesa.

 

Fonte: Commissione europea

2.       Il polo di consulenza „InvestEU”

Il polo di consulenza “InvestEU” sosterrà lo sviluppo di progetti attraverso la consulenza e l’accompagnamento durante l’intero ciclo di investimento per favorire l’ideazione e lo sviluppo dei progetti e l’accesso ai finanziamenti. Esso si baserà sul modello del polo europeo di consulenza sugli investimenti ed integrerà i 13 diversi servizi di consulenza disponibili in uno sportello unico. Sarà operativo nei quattro settori di intervento e offrirà consulenza per l’individuazione, la preparazione, lo sviluppo, la strutturazione, le procedure d’appalto e l’attuazione di progetti. Esso sarà inoltre a disposizione dei promotori di progetti pubblici e privati e degli intermediari.

3.       Il portale „InvestEU“

Il portale “InvestEU” incorporerà il portale dei progetti di investimento europei già esistente. L’obiettivo di questa piattaforma è fornire ai partner esecutivi una banca dati sui progetti facilmente accessibile e garantire maggiore visibilità ai progetti di investimento in cerca di finanziamento. In questo modo saranno riuniti gli investitori e i promotori di progetti.

4.       Le operazioni di finanziamento misto

La proposta della Commissione prevede la possibilità di combinare i finanziamenti di “InvestEU” con sovvenzioni dell’Unione europea. Questo finanziamento misto è necessario in alcuni casi per rimediare a particolari fallimenti del mercato o carenze di investimenti. Il Fondo “InvestEU” può essere combinato con sovvenzioni o strumenti finanziari (o con entrambi) finanziati dal bilancio dell'Unione gestito a livello centrale o dal Fondo per l'innovazione. Quando un progetto si avvale di sovvenzioni dell’Unione europea e di “InvestEU”, le norme relative a “InvestEU” si applicano all’intero progetto, il che comporta l’applicazione di un quadro normativo uniforme relativo alla gestione e rendicontazione del progetto.

Markus Weger

 

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EU Update - InvestEU: Das neue Investitionsprogramm der Europäischen Union

Die aktuelle Ausgabe des EU Update befasst sich mit dem Thema "InvestEU: Das neue Investitonsprogramm der Europäischen Union ".

 

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