EU Update "Die europäische Säule sozialer Rechte"

Die Errichtung einer stärker inklusiven und gerechteren Europäischen Union gehört zu den zehn Kommissionsprioritäten für den Zeitraum 2015–2019 und wurde schon in der ersten Rede des Präsidenten Juncker, im September 2015, angekündigt. Seit 2016 führt die Kommission mit Sozialpartnern, EU-Organen, Mitgliedstaaten, der Zivilgesellschaft und Bürgerinnen und Bürgern einen Reflexionsprozess durch, um die Rolle und den Inhalt der Säule sozialer Rechte festzulegen.

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EU Update "Il pilastro europeo dei diritti sociali"

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EU Update "Horizon Prize: Zero Power Water Monitoring"

Il 4 maggio 2017 la Commissione europea ha varato un nuovo premio per la ricerca e l’innovazione nell’ambito del programma Horizon 2020. “Zero Power Water Monitoring” si aggiunge ai vari concorsi promossi negli ultimi anni e volti a stimolare idee e soluzioni innovative nel campo energetico che possano mettere direttamente in gioco la cittadinanza europea. I premi Horizon 2020 sono infatti noti per rivolgersi a diverse tipologie di possibili partecipanti, non necessariamente legati al settore tecnologico o energetico.

Descrizione e origine del premioUn innovativo controllo dell’acqua si pone al giorno d’oggi tra gli strumenti più urgenti al fine di far fronte ai numerosi fenomeni globali: il cambiamento climatico, la scarsità delle risorse idriche, la crescita della popolazione mondiale, l’urbanizzazione crescente. Il concorso in questione, al quale sarà possibile candidarsi a partire da dicembre 2017, mira quindi a promuovere lo sviluppo di soluzioni innovative per il controllo dell’acqua da parte di inventori, organizzazioni no-profit, piccole e medie imprese, università, centri di ricerca ed altri attori interessati individualmente o collettivamente. In questo modo si intende stimolare i fornitori d’acqua, il settore delle TIC (tecnologie dell’informazione e della comunicazione) e le organizzazioni di ricerca accademica e industriale.Nello specifico questo Horizon Prize della somma di 2 milioni di euro verrà assegnato ad un progetto in grado di adottare, tramite la creazione di una piattaforma di condivisione, tecnologie wireless e autonome dal punto di vista energetico, che permettono il monitoraggio delle risorse idriche in tempo reale. Tale progetto dovrà rispettare i seguenti criteri fondamentali:1. impatto positivo dal punto di vista energetico;2. attendibilità;3. design innovativo.

Questi criteri principali sono stati definiti nel dettaglio nel bando:1. impatto positivo: il progetto proposto dovrà dimostrare una capacità innovativa per quanto riguarda il monitoraggio delle risorse idriche così come benefici socio-economici ed avere al contempo un impatto negativo minimo nei confronti dell’ambiente.2. attendibilità: la soluzione proposta dovrà essere in grado di operare autonomamente, necessitando del minimo intervento da parte degli operatori in loco. Per questo motivo, i sistemi controllabili a distanza risulteranno tra i favoriti. Inoltre il sistema di raccolta dell’energia dovrà essere efficiente anche in condizioni ambientali estreme, tenendo conto di parametri quali umidità, temperatura, pressione.3. design innovativo: il progetto dovrà attestare miglioramenti significativi in relazione alla portabilità del design e del software del sistema proposto.Inoltre, le cinque candidature migliori saranno successivamente invitate a presentare alla giuria competente il proprio progetto che dovrà essere avviato a distanza.

Date importantiApertura candidature: 19 dicembre 2017Scadenza candidature: 11 settembre 2018 alle ore 17Assegnazione del premio: Primavera 2019

 

 

Ricordiamo infine gli inviti a presentare proposte ancora aperti per gli altri premi Horizon 2020:- Photovoltaic meets history: 750.000 euro (scadenza 26 settembre 2018);- Low carbon hospital: 1 milione di euro (scadenza 3 aprile 2019);- CO2 Reuse prize: 1,5 milione di euro (scadenza 3 aprile 2019).

 

Giada Casarin

 

 

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EU Update "Horizon Prize: Water Monitoring"

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EU Update "Europatag am 6. Mai 2017 in Brüssel"

Die EU-Institutionen werden am Samstag den 6. Mai ihre Türen öffnen, um allen Bürgerinnen und Bürgern die Möglichkeit zu bieten, mehr über die EU zu erfahren. Konzerte, verschiedene Veranstaltungen, sowie Debatten und Führungen werden an diesem Tag von 10.00 bis 18.00 Uhr die Stadt Brüssel beleben und so die Besucherinnen und Besucher auf unterschiedliche Weise informieren.Diese einzigartige Initiative hat wie jedes Jahr zum Ziel, Europa näher zu bringen. Dieses Jahr gibt es auch zwei Neuigkeiten in Brüssel: die Eröffnung des Hauses der Europäischen Geschichte und das neue Europa-Gebäude, Hauptsitz des Europäischen Rates und des Rates der Europäischen Union.

Warum feiert man den Europatag?Am Europatag werden die Grundprinzipien der Europäischen Union gefeiert, Friede und Einheit, die in der Schuman-Erklärung am 9. Mai 1950 genannt wurden. Der damalige französische Außenminister Robert Schuman hielt an diesem sehr wichtigen Tag in Paris seinen Vortrag über die Schaffung einer Europäischen Gemeinschaft für Kohle und Stahl (EGKS), die den Grundstein der heutigen Europäischen Union bilden sollte. Die EGKS, deren Gründungsmitglieder Frankreich, Italien, Belgien, Niederlande, Deutschland und Luxemburg waren, ist in der Tat die erste einer Anzahl supranationaler Institutionen und der erste Schritt zu einem friedlichen Europa.So lautet der erste Satz der Schuman-Erklärung: „Der Friede der Welt kann nicht gewahrt werden ohne schöpferische Anstrengungen, die der Größe der Bedrohung entsprechen.“

2017: HöhepunkteDer diesjährige Europatag ist aber in verschiedener Hinsicht voller Bedeutung: die Brexit-Verhandlungen und die französischen Präsidentschaftswahlen werden natürlich, unter anderem,für Europa entscheidend sein. Daher ist es jetzt mehr denn je wichtig, den Tag der offenen Tür zu nutzen, um an einem geeinten Europa aktiv teilzunehmen.Das Haus der Europäischen Geschichte wird außerdem am 6. Mai im frisch renovierten Eastman-Gebäude im Parc Léopold eröffnet. Dort kann man anhand verschiedener Ausstellungen mehr über Europas Geschichte von den ersten Entdeckungen bis zum 20. Jahrhundert erfahren und diskutieren.Im Europa-Gebäude finden hingegen die EU-Gipfel, die multilateralen Gipfel, die Ministertagungen statt; außerdem haben dort auch die Delegationen der Mitgliedstaaten sowie der Präsident des Europäischen Rates deren Stützpunkt. Auch die Fassade hat ganz besondere Bedeutung und soll in der Tat an das europäische Motto „in Vielfalt geeint“ erinnern: Sie besteht aus einem Patchwork von restaurierten Holzfensterrahmen.Anlässlich des Europatages haben also die Besucherinnen und Besucher die Gelegenheit zu lernen, wie die verschiedenen EU-Institutionen arbeiten und welches ihre Tätigkeiten sind. Beim folgenden Link können Sie weitere Informationen über das Programm und die Veranstaltungen in Brüssel finden: https://europa.eu/european-union/about-eu/symbols/europe-day/open-day-brussels_de .

 

 

 

Giada Casarin

 

 

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EU Update "La festa dell'Europa 2017"

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EU Update "La qualità dei prodotti agricoli: le denominazioni di origine"

Ciascun prodotto agricolo che viene prodotto all´interno dell´Unione europea (UE) contribuisce a rendere la diversità delle regioni e delle tradizioni europee, in quanto portatore di caratteristiche uniche legate alla specificità del territorio di origine. La Denominazione di Origine Protetta (DOP), l’Indicazione Geografica Protetta (IGP) e la Specificità Tradizionale Garantita (STG) costituiscono il principale strumento di protezione e di promozione dei prodotti agricoli e sono comprese all’interno dei Sistemi di qualità europei, garanti della tutela dei diritti di proprietà intellettuale. La Commissione europea ha approvato, il 20 aprile 2017, due nuove Indicazioni Geografiche italiane, “Marche” e “Vitelloni Piemontesi della Coscia”.

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EU Update „Die Qualität der Agrarerzeugnisse: Ursprungsbezeichnungen”

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EU Update "Eine neue Etikettierung für Elektrogeräte"

Im Jahr 1992 führte die damalige Europäische Gemeinschaft die Kennzeichnung des Energieverbrauches von Geräten ein. Das stetig wachsende Bewusstsein hinsichtlich des Umweltschutzes und eines sparsameren Umgangs mit Energie hatten dazu beigetragen, dass in ganz Europa das Bedürfnis nach einer einheitlichen Kennzeichnung von Produkten in Bezug auf ihren Energieverbrauch gestiegen war. Nun ist es an der Zeit gekommen, diese Maßnahmen zu überarbeiten. Rat und Europäisches Parlament haben Ende März eine entsprechende Einigung erzielt.

Die ursprüngliche KennzeichnungDie 1992 eingeführte Skala reichte von "G" für Geräte, die am meisten Energie benötigten, bis "A" für die sparsamsten Produkte. Damit wurden anfangs Geschirrspüler, Kühlschränke, Backöfen und andere Produkte gekennzeichnet; allmählich kamen weitere Elektrogeräte dazu.Mit der Zeit wurde aber auch die Technik besser, was dazu führte, dass die einst mit "A" gekennzeichneten Geräte nicht mehr die sparsamsten Produkte auf dem Markt waren, was den Energieverbrauch betraf. Dieser Tatsache wurde mit der allmählichen Einführung anderer Labels Genüge getan: anfangs "A+", dann "A++" und schließlich "A+++".Für Verbraucher noch irreführender war die Tatsache, dass all diese A-Energieeffizienzklassen mit grüner Farbe verbunden wurden. Die ursprüngliche Skala wollte nämlich auch chromatisch die Unterschiede zwischen Produkten betonen. Indem das energieeffizienteste Etikett grün gefärbt war, übernahmen die neuen A-Labels grüne Farbtone. Im Endeffekt sind die meisten 2017 in den Geschäften oder online-Shops zu findenden Elektrogeräte mit einem grünen Etikett verseht, worauf "A" bis "A+++" steht. Zwischen ihnen bestehen allerdings beträchtliche Unterschiede.

Die Einigung über eine neue SkalaDiese durchaus unübersichtliche Lage bewegte bereits vor ein paar Jahren die Europäische Kommission dazu, eine Neubestimmung der Skala zu empfehlen. Der entsprechende 2015 veröffentlichte Vorschlag wurde dem Europäischen Parlament und dem Rat vorgelegt, welche als EU-Gesetzgeber darüber zu entscheiden hatten. Nach mehreren Verhandlungsrunden haben sich die beiden Institutionen – im Rahmen des sogenannten Trilogverfahrens – kürzlich auf ein überarbeitetes Energieeffizienzlabel faktisch geeinigt. Die derzeitige Skala wird daher durch eine neue und nutzerfreundlichere Skala von "A" bis "G" ersetzt, was eine einfachere Erkennung von den am meisten energiesparenden Geräten ermöglichen soll. Gleichzeitig wird eine öffentliche Datenbank eingeführt, wo alle Geräte registriert werden sollen, welche die Konsumenten bei dem Vergleich der Energieeffizienz heranziehen können.

Sich ständig ändernde WerteUm eine neue Festlegung der Skala durch die fortschreitende Technik zu verhindern, sollen die Grenzwerte künftig auf die neuen technischen Entwicklungen angepasst werden können. Dadurch wird man die übermäßige Vergabe höherer Effizienzklassen langfristig vermieden und gewährleisten, dass die mit "A" gekennzeichneten Geräte immer die sparsamsten auf dem Markt zu findenden Produkte sind. Nähere Details liegen aber noch nicht vor, da die Übereinkunft im Trilog noch von dem Rat und dem Europäischen Parlament offiziell gebilligt werden muss.

Anpassungszeit für Wirtschaft und VerbraucherIn der Folge wird es mit ziemlicher Sicherheit eine Übergangszeit von über ein Jahr geben, sodass sich Produzenten und Händler an das neue Label anpassen können. Dadurch soll auch ausgeschlossen werden, dass der Umstieg von einer Skala auf die andere noch größere Unklarheit und Irreführung unter Konsumenten verursacht.

 

Domenico Rosani

 

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EU Update "Una nuova etichetta per le apparecchiature elettriche"

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EU Update "L'angolo degli insegnanti"

Conoscere l'Unione Europea: un sapere necessarioPiero Calamandrei - considerato uno dei "Padri costituenti" che tra il 1946 e il 1948 più hanno contribuito alla stesura della Carta costituzionale italiana - usava dire che "trasformare i sudditi in cittadini è miracolo che solo la scuola può compiere". Il contesto è cambiato ma vero rimane che solo un ampio patrimonio di conoscenze, unite a capacità critica, posso permettere alle persone di determinarsi consapevolmente all'interno di una società sempre più complessa. A tale patrimonio di conoscenze fondamentali appartiene oggi anche una - perlomeno generale - comprensione del funzionamento delle istituzioni europee così come del percorso che ha portato le Comunità - costituite da sei Paesi negli anni Cinquanta per evitare altre guerre - a evolversi nell'attuale Unione Europea. Un'entità politica, quest'ultima, il cui funzionamento non è necessariamente intuitivo da comprendere da parte degli studenti. La scuola e gli altri enti con cui i giovani intrattengono regolare contatto - ad esempio centri giovani e associazioni - ricoprono in tal senso un ruolo importante nell’approcciarsi in modo più strutturato e informato alle istituzioni e alle politiche europee.

Un portale per offrire strumenti… da sviluppare criticamenteAd assistere insegnanti ed educatori in tale compito v'è anche un portale della stessa Unione Europea, da cui scaricare materiali - presentazioni, giochi, opuscoli e altro ancora - da utilizzare per i momenti formativi.Il sito è suddiviso in aree tematiche a seconda dell'età degli scolari, spaziando così dagli anni della scuola primaria agli insegnamenti superiori. In ognuno di tali settori la scelta è tendenzialmente molto ampia. Si mira infatti a offrire all'insegnante degli ausili da selezionare e integrare nella lezione a seconda delle necessità e interessi del gruppo. Ineliminabile rimane l'apporto del docente, chiamato a offrire ai propri alunni strumenti per la comprensione critica - nel senso di una lettura razionale e non ideologica - dei fenomeni che avvengono a livello europeo.Sebbene vari materiali siano principalmente pensati per la scuola, altri - dato il loro carattere più interattivo e ludico - si prestano a essere utilizzati anche in contesti più informali, come ad esempio nell'ambito di associazioni, centri giovani o manifestazioni. Un ulteriore aspetto interessante è che tali materiali vengono offerti in tutte le varie lingue ufficiali dell'Unione, il che può risultare di particolare utilità qualora si volesse utilizzare questi momenti formativi anche a fini di sviluppo delle competenze linguistiche.

Alcuni esempi: dai temi istituzionali alle questioni d'attualitàPer la scuola primaria abbondano i giochi e le schede ludiche; presenti sono anche alcune attività che è possibile svolgere online. Col crescere dell'età cambia pure la tipologia di strumenti proposti, potendo scegliere fra numerose presentazioni, schede, opuscoli e siti internet in cui gli studenti possano anche individualmente cercare informazioni fondate a riguardo. I temi, per ogni età, spaziano dalle informazioni generali sul processo costitutivo dell'UE a informazioni geografiche e storiche sul continente europeo. Non mancano, al contempo, tematiche di attualità come le migrazioni che, in particolare da qualche anno, interessano l'Europa, ovvero alcuni accordi - come il TTIP tra UE e Stati Uniti - che tanto hanno fatto discutere di sé nel recente passato. Materiali che, se ben inseriti e integrati, possono offrire degli interessanti stimoli per la lezione. Perché per comprendere l'Unione Europea non sono sufficienti nozioni storiche o statiche, dovendo queste venire necessariamente integrate da una comprensione delle principali questioni economiche e sociali che interessano quest'entità politica e, con essa, i suoi cittadini.

Domenico Rosani

 

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EU Update „Die EU für LehrerInnen”

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EU Update "Eine nachhaltige Lebensmittelpolitik"

Einen „besseren Zugang zu lokalen und saisonalen Lebensmitteln“, die „Entwicklung einer umfassenden Lebensmittelpolitik in der Europäischen Union“, „größere Biodiversität und höhere Tierschutzstandards“ und die Einführung der Möglichkeit, „im öffentlichen Beschaffungswesen lokal hergestellten Lebensmitteln die Präferenz zu geben“. Dies sind die Eckdaten der Stellungnahme über eine nachhaltigen EU-Lebensmittelpolitik, deren Berichterstatter Landeshauptmann Arno Kompatscher war und Ende März von dem Ausschuss der Regionen einstimmig angenommen worden ist.

Die Rolle des Ausschusses der RegionenAn der Stellungnahme hat man bereits 2016 angefangen zu arbeiten, um sie bis Frühjahr 2017 – nach Anhörung der diesbezüglich verantwortlichen Fachkommission – dem Plenum des Ausschusses der Regionen (AdR) vorzustellen. Letzterer ist eine beratende Einrichtung der EU, welche sich aus demokratisch legitimierten Vertretern der regionalen und lokalen Ebene Europas zusammensetzt. Ziel des AdR ist, die Belange dieser Regierungsebenen gegenüber den anderen Einrichtungen der EU darzustellen. Letztere sollen den Ausschuss bei mehreren Akten anhören. Die 350 Mitglieder (meist Gouverneure, Bürgermeister oder Landtagspräsidenten) dürfen aber auch von sich aus Stellung nehmen und diese den anderen Institutionen unterbreiten. Als Präsident der Region ist Landeshauptmann Kompatscher derzeit Mitglieder des AdR.

Die Inhalte der StellungnahmeKompatschers Vorschlag – welcher in Zusammenarbeit mit der Universität Bozen und insbesondere Prof. Matteo Scampicchio erstellt worden ist – wurde am 2. Februar von der Fachkommission für natürliche Ressourcen gutgeheißen, nachdem der Text bereits im Herbst zur „Konsultation“ vorgelegt worden war. Unter anderem hat man damit auf eine bessere Konsistenz zwischen den Rechtsvorschriften und finanziellen Anreizen, im Sinne einer nachhaltigen und alle Politikbereiche betreffenden Lebenspolitik, gezielt. Andere Eckpunkte waren die Reduzierung von unnötiger Bürokratie, was kleinere Produzenten von einer Eigenvermarktung abhalten könnte, und bessere Transparenz – vor allem im Punkto Etikettierung – hinsichtlich der Auswirkungen der Lebensmittel auf die Umwelt.

Große Zustimmung von Seiten des verantwortlichen EU-KommissarsDer Vorschlag hat auf großen Zuspruch gestoßen und ist am 22. März der Plenarversammlung vorgelegt worden. An der Sitzung hat auch der EU-Kommissar für Gesundheit und Lebensmittelsicherheit, Vytenis Andriukaitis, teilgenommen. Der ehemalige litauische Gesundheitsminister betonte, dass man der Bevölkerung einen einfacheren Zugang zu einer ausgewogenen Ernährung ermöglichen sollte. Kritisiert wurde, dass hingegen Junkfood des Öfteren leichter zu bekommen sei, was sich vor allem bei einkommensschwachen Familien zum Nachteil auswirken würde. Die im Plenarsaal des Europäischen Parlamentes versammelte Mitglieder des AdR haben in der Folge die Stellungnahme einstimmig angenommen, welche somit ihren formellen Werdegang abgeschlossen hat. Sie wird demnächst den anderen EU-Einrichtungen vorgelegt.

Weitere Auswirkungen für SüdtirolEine solche Länder- und parteiübergreifende Zustimmung wurde von der Südtiroler Delegation mit großer Freude aufgenommen. Eine für die Alpenregion praktische Auswirkung der vorgeschlagenen Neuorientierung der EU-Lebensmittelpolitik wäre die Stärkung der kleinbäuerlichen Strukturen und damit verbunden die Sicherung der entsprechenden Arbeitsplätze. Von großer Bedeutung für die Alpenländer wäre auch die Möglichkeit, im Rahmen des öffentlichen Beschaffungswesens lokalen Lebensmitteln die Priorität zu geben. In diese Kerbe schlägt ein durch die Stellungnahme lanciertes Pilotprojekt, dass AdR, Europäische Kommission und Europäisches Parlament zusammenbringen sollte, um in diese Richtung konkrete Maßnahme auch finanzieller Natur zu setzen.

Hintergrund: die Rolle der Landwirtschaft bei der UmweltverschmutzungIm Rahmen des Tages wurde daran erinnert, dass laut dem Berichtes „zur Lage der Umwelt in Europa“ 2015 („EU State of the Environment Report“) die Landwirtschaft eine zentrale Rolle sowohl für den Biodiversitätsverlust als auch bei Land- und Wasserverschmutzung sowie der Klimaveränderung spielt. Gleichzeitig erfordert eine schnell wachsende Weltbevölkerung neue Lösungen, welche sowohl dem Bedürfnis gesunder Ernährung für alle, als auch dem Erhalt der Umwelt gerecht werden können.

Domenico Rosani

 

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EU Update "Una politica alimentare sostenibile"

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EU Update "Sessant'anni a più velocità"

Era passata appena una manciata di anni dalla fine della Seconda guerra mondiale quando, nel 1951, sei Paesi europei fondarono la Comunità del carbone e dell’acciaio per mettere sotto gestione comune le industrie di tale settore, tanto importante per gli armamenti. Pochi anni dopo, quelli stessi Stati – Germania Ovest, Francia, Italia, Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo – avrebbero avviato una cooperazione più ampia, firmando il 25 marzo 1957 i Trattati di Roma e istituendo così la Comunità economica europea (CEE) e la Comunità europea dell’energia atomica (Euratom). Di questa firma ricorre sabato il 60esimo anniversario: l’occasione per i capi di Stato, di Governo e delle istituzioni UE riuniti a Roma, ma anche per le società dei 28 Paesi membri, di tornare a riflettere sul significato e le prospettive del processo di integrazione europea. Un processo che, nel suo corso, ha conosciuto diversi tempi e velocità.

“Stringendo”: le originiL’Unione europea – istituita nel 1992 e andata a sostituire, nel 2009, le varie entità sorte nel corso degli anni, tra cui la CE (ex CEE) che nel 2002 ha assorbito la CECA, mentre l’Euratom è tuttora indipendente – trova le sue origini nell’immediato secondo dopoguerra. Dilaniati umanamente ed economicamente dai due conflitti mondiali, sei Stati dell’Europa continentale – guidati da personalità quali De Gasperi, Adenauer, Schuman, Monnet e altre ancora – decidono di istituire una cornice entro la quale collaborare ed evitare così pericolose contrapposizioni. Vista l’impossibilità di dare il la a progetti di integrazione ad ampio raggio (nei primi anni Cinquanta fallisce sia il progetto di una Comunità europea di difesa sia di una Comunità politica), ci si accorda nel procedere in maniera “funzionalista”, mettendo ovvero in primo piano la cooperazione economica.La CEE si crea così attorno all’idea di un “mercato unico” (o “interno”) e, di lì a poco, di una “politica agricola comune”, contribuendo così alla rapida crescita del continente europeo negli anni Sessanta. È solo col passare dei decenni che essa acquisisce ulteriori competenze in tutta una serie di settori, quali il clima, la salute, le relazioni esterne, la tutela dei consumatori e così via.

“Andante”: l’ingresso di nuovi membri e il rapido sviluppoNel 1973, anche a seguito del fallimento del proprio progetto di integrazione del continente europeo (ovvero la “European Free Trade Association”), il Regno Unito, la Danimarca e l’Irlanda entrano a far parte della CEE. Nel decennio successivo, la caduta dei regimi in Spagna, Portogallo e Grecia porta all’ingresso pure di questi Paesi, elevando così il numero dei membri a dodici. Un ricordo di tale momento è costituito dalle dodici stelle della bandiera europea, adottata nel 1985, sebbene tale emblema venga utilizzato sin dagli anni Cinquanta pure dal Consiglio d’Europa .Nel frattempo, una parte consistente dei fondi europei viene destinata – oltre che alla politica agricola comune – allo sviluppo regionale, creando posti di lavoro e infrastrutture nelle aree più povere del continente. Nel 1979 il Parlamento europeo viene eletto per la prima volta direttamente dai cittadini dei vari Stati membri, mentre gli anni Ottanta e Novanta vedono la firma di vari atti che, modificando il trattato istitutivo di Roma, si propongono di integrare ulteriormente la Comunità e completare la costruzione del mercato unico. Nel frattempo, i membri continuano a crescere e pure la Germania, a seguito della riunificazione, vede accresciuta la propria importanza strategica.

“Grave”: gli anni difficiliNel 2004 sono 25 gli Stati che fanno parte dell’UE, a cui si aggiungeranno di lì a poco pure Bulgaria e Romania. In questi anni hanno tuttavia luogo anche vari avvenimenti che – a posteriori – si potrebbero identificare come l’inizio degli “anni difficili” che attualmente l’Unione sta vivendo. Il progetto di Costituzione europea, che sarebbe dovuto andare a sostituire i due trattati su cui l’UE si fondava, modificando il processo decisionale, le competenze e integrando vari simboli, viene rigettato dalle consultazioni referendarie di alcuni Paesi membri. Nel 2007 – quando il trattato di Lisbona “recupera” parte consistente delle innovazioni della Costituzione, tramite l’ennesima modifica dei trattati istitutivi – ha avvio la crisi finanziaria, che di lì a poco metterà a dura prova le finanze di vari Stati del continente. Diversi attentati terroristici contribuiscono inoltre a creare un senso di insicurezza e diffidenza nella popolazione, a cui negli ultimi anni si aggiungono la crisi della Crimea e l’accresciuto movimento migratorio, al quale l’Unione fatica a dare una risposta unitaria. Nel frattempo il numero dei membri, salito nel 2013 a 28 tramite l’ingresso della Croazia, per la prima volta nella storia si prepara a scendere. Nel giugno 2016, la popolazione del Regno Unito decide infatti di abbandonare l’Unione. È di questi giorni la notizia che mercoledì 29 marzo il governo d’Oltremanica darà formalmente comunicazione della volontà di uscire dall’UE (su cui si veda un precedente EU Update), dando avvio a negoziati il cui esito appare al momento del tutto incerto.

“Sostenuto”: rileggere la crisi?In definitiva, non è un momento facile quello in cui i l’UE si appresta a ricordare il sessantesimo anniversario della propria fondazione. Al di là dei momenti celebrativi – alla cerimonia ufficiale in Campidoglio si aggiungono varie iniziative nei Paesi membri, aperte anche al pubblico –, sembra così che né a Roma né a Bruxelles né altrove ci sia tanta voglia di festeggiare. Per provare a rileggere in chiave (pro-)positiva tale scoraggiamento generale, la Commissione europea ha pertanto presentato poche settimane fa un “libro bianco” in cui invita a discutere su cinque possibili scenari futuri per l’Europa (si veda il nostro EU Update “Cinque vie per l’Europa”). “Avanti così”, “solo il mercato unico”, “chi vuole di più fa di più”, “fare meno in modo più efficiente” e “fare molto di più insieme”, così sono chiamate le possibili strade che l’Unione potrebbe intraprendere, oscillando tra un ritorno agli albori (economici), uno sviluppo “a più velocità” e un insistere nell’attuale situazione. I politici, riuniti sabato nella Sala degli Orazi e Curiazi dove 60 anni fa furono firmati i trattati, presenteranno al termine delle celebrazioni una dichiarazione comune. Non sarà però ancora il momento di prendere posizione a proposito: decidere dove andare necessita infatti di una riflessione ben più approfondita.

Domenico Rosani

 

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EU Update „Sechzig Jahre mit verschiedenen Geschwindigkeiten”

In der aktuellen Ausgabe des EU Update geht es um Thema „Sechzig Jahre mit verschiedenen Geschwindigkeiten”.

 

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EU Update "Il Presidente del Consiglio europeo"

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EU Update "Cinque vie per l'Europa"

A fine marzo ricorreranno sessant’anni dalla fondazione di quella che, oggi, è l’Unione europea. L’anniversario ricorre in uno dei suoi periodi più difficili. Consapevole delle carenze manifestate, tra l’altro, con riguardo ai fenomeni migratori e della dilagante sfiducia dei cittadini, la Commissione europea sembra tuttavia voglia ora affrontare alla radice la situazione.

Un libro bianco: il contributo della Commissione

In vista delle celebrazioni di Roma del 25 marzo, la Commissione ha così presentato a inizio marzo un “libro bianco” sul futuro dell’Europa, un breve documento in cui è raccolta un’istantanea della situazione attuale e si abbozzano i diversi sentieri che l’Unione, nei prossimi anni, potrebbe seguire. Altri libri bianchi seguiranno nei prossimi mesi, fino al discorso sullo stato dell’Unione che il presidente della Commissione Juncker terrà a settembre. Come termine ultimo per “sapere dove andare” sono indicate le elezioni europee della primavera 2019.Presupposto delle riflessioni è che nessun altro Stato membro abbandoni l’UE. Le vie proposte sono cinque, allontanandosi così dalla visione binaria in cui il futuro è diviso tra “più Europa” e “meno Europa”.

L’istantanea della situazione

Prima di procedere alla presentazione dei vari scenari, la Commissione propone una sintesi della situazione odierna. Tra gli aspetti ricordati, la complessità del governo dell’Unione che rende difficile al cittadino comprendere la suddivisione delle competenze, la decrescita del rapporto tra popolazione e PIL europeo e i rispettivi valori mondiali, l’aumentare d’importanze delle economie emergenti così come il fatto che, al momento, l’UE rappresenta il mercato unico più grande del mondo. Con riguardo all’ambito sociale, l’attenzione viene posta sui livelli di disoccupazione giovanile – nonostante si tratti della generazione “più istruita che [l’Europa] abbia mai avuto” – e sulle trasformazioni in atto a più livelli. Mentre emergono nuove strutture familiari, il rapporto con il lavoro cambia radicalmente (“nell’arco di una generazione il lavoratore europeo medio è passato da un posto di lavoro a vita a più di dieci impieghi diversi nel corso della carriera”) e si profila un numero notevolissimo di nuove professioni. Cambiamenti, questi, a cui bisognerà fare fronte adeguando lo stato sociale ma anche prevedendo nuovi diritti per accompagnare l’evoluzione del mondo del lavoro. Ricordato viene, infine, l’enorme quantitativo di informazioni a cui oggigiorno si ha accesso, che rende tuttavia al cittadino sempre più difficile stare al passo delle notizie e reagire alle stesse.

I cinque scenari per l’Unione

Ecco quindi le cinque possibilità, tra cui la Commissione ritiene bisogni scegliere. La prima, intitolata “Avanti così”, propone sostanzialmente di continuare le politiche attuali, concentrandosi sull’attuazione dell’odierno programma di riforme. Il secondo scenario (“Solo il mercato unico”) contempla la possibilità di concentrarsi sugli aspetti fondamentali del mercato interno, riducendo il numero di norme e l’attivismo in settori quali l’ambiente, la tutela dei consumatori e la fiscalità. La terza via, già oggetto di discussione pubblica, diversifica le posizioni dei Paesi membri (“Chi vuole di più fa di più”): gli Stati che lo vogliono intensificano la loro collaborazione, alcune materie continuano a essere gestite per tutti a livello UE e i diritti dei cittadini parzialmente divergono in base alla nazionalità. Il quarto scenario è intitolato “Fare meno in modo più efficiente” e si propone di concentrare l’azione dell’Unione in alcuni settori, in cui produrre risultati maggiori in tempi più rapidi, tralasciando altri ambiti. Il quinto e ultimo scenario, infine, al momento pare anche quello meno probabile. Denominato “Fare molto di più insieme”, prevede infatti un attivismo più intenso dell’UE in tutte le aree politiche, con decisioni più rapide e un’Unione “rappresentata da un solo seggio nella maggior parte dei consessi internazionali”. Ricordato viene, tuttavia, il rischio di perdere ancora più la fiducia di quei segmenti della popolazione già critici verso l’UE.Con queste “riflessioni e scenari”, la Commissione vorrebbe avviare un’ampia discussione sia a livello UE che all’interno degli Stati membri. Presupposto è, tuttavia, che le celebrazioni di fine marzo non si riducano davvero a una bella scampagnata tra amici, dove – come spesso accade nelle rimpatriate – si evitano con attenzione tutti quei temi che potrebbero essere causa di accese discussioni.

Domenico Rosani

 

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EU Update „Fünf Wege für die Europäische Union”

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EU Update "Die Agentur der Grundrechte - die Schutzpatronin der Freiheit und Rechte"

 

Am 28. Februar feierte die EU-Grundrechte-Agentur (European Union Agency for Fundamental Rights, FRA), mit Sitz in Wien, ihr zehnjähriges Jubiläum. Die Agentur ist eine beratende Einrichtung der Europäischen Union zur Förderung des Menschenrechtsschutzes. Sie beschäftigt sich mit allen Rechten, die in der EU-Grundrechtecharta enthalten sind. Das betrifft Rechte bestimmter Gruppen wie Asylanten und Asylantinnen genauso wie Rechte die für jeden Menschen in dessen Alltag relevant sein können wie beispielsweise das Recht auf Datenschutz oder das Recht ein Unternehmen zu führen.

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