Gli sprechi e i rifiuti derivanti dalla produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti costituiscono un grave problema a livello mondiale, che ostacola in modo significativo il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico, sociale e ambientale.
La situazione attuale è insostenibile, circa un terzo dei prodotti destinati al consumo alimentare va perduto nelle varie fasi del processo di produzione, ogni anno il 28 % dei terreni destinati a coltura in tutto il mondo (1.4 milioni di ettari) produce alimenti che vengono gettati come rifiuti e l'impatto climatico dei prodotti inutilizzati è pari a 3,3 Gt di CO2 equivalente.
Di fronte a questi dati allarmanti, diverse Istituzioni europee si stanno muovendo per porre in atto misure e appoggiare progetti per risolvere o, almeno, migliorare la situazione.
La base giuridica è la seguente:
- Pacchetto “Circular economy” (Pacchetto di misure sull’economia circolare) composto dal Piano d’azione UE per l’economia circolare, dagli allegati e dalla proposta di revisione della direttiva sui rifiuti.
- Direttiva 2008/98/CE sui rifiuti.
- Regolamento 178/2002/178/CE che stabilisce i principi e i requisiti generali della legislazione alimentare, istituisce l'Autorità europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della sicurezza alimentare.
Su tale base normativa, in particolar modo con riguardo al Pacchetto di misure sull’economia circolare, si stanno inserendo le misure per fronteggiare questo problema.
Lancio della “Food Research Area”
La Commissione europea lancerà a breve la c.d. “Food Research Area” (Area di Ricerca Alimentare - FRA) per essere in grado di strutturare, connettere e accrescere i settori della ricerca e dell’innovazione nel settore “Cibo e sicurezza alimentare”. Verrà soprattutto sostenuta l’attività di ricerca per raggiungere le priorità in quest´ambito, tra cui anche la sostenibilità alimentare, attraverso la riduzione degli sprechi e la mitigazione dei cambiamenti climatici. L’obiettivo in tal senso è quello di formare un’industria alimentare sostenibile, responsabile e basata su principi di circolarità, nonché di educare i cittadini ad una dieta sostenibile e alla riduzione degli sprechi. La Commissione pubblicherà presto un documento sulla strategia del FRA (FRA Strategy document) e un programma delle azioni (FRA Action plan).

Il Comitato delle Regioni chiede misure più incisive
Già a luglio 2015 il Comitato delle Regioni aveva adottato una risoluzione sul tema dell’alimentazione sostenibile, nella quale esortava la Commissione europea a promuovere la riduzione degli sprechi alimentari ed a presentare una nuova proposta volta a introdurre l’obiettivo di riduzione dei rifiuti alimentari di almeno il 30 % entro il 2025, intesa a modificare la direttiva quadro sui rifiuti e a promuovere un’economia circolare. In questo frangente il Comitato delle Regioni sottoscriveva anche l’invito del Parlamento europeo a proclamare il 2016 “Anno europeo contro gli sprechi alimentari”.
A marzo il Comitato delle Regioni ha presentato un documento di lavoro esclusivamente inerente gli sprechi alimentari. In questo documento il Comitato si schiera contro la situazione attuale, così marcatamente caratterizzata dagli sprechi alimentari e dai rifiuti derivanti dalla produzione, trasformazione e distribuzione degli alimenti, ostacolo significativo per il conseguimento degli obiettivi di sviluppo economico, sociale e ambientale.
Il Comitato della Regioni ritiene che le politiche dell'Unione europea e le politiche comuni degli Stati membri siano potenzialmente molto utili per affrontare il problema degli sprechi alimentari, ma esorta anche la Commissione a cogliere l’occasione di questi progetti di riforma per sviluppare misure concrete volte a migliorare la sostenibilità della produzione e del consumo di alimenti. Sono state in particolare fornite raccomandazioni specifiche inerenti, da un lato, il livello delle politiche europee, dall’altro misure pratiche per gli enti locali e regionali.
Le misure utili per ridurre il problema degli sprechi alimentari sono in particolare:
- la revisione della direttiva sui rifiuti (direttiva 2008/98/CE),
- per quanto riguarda la politica agricola comune, l’adozione di azioni per la protezione dell’ambiente e della natura, nonché l’aumento degli sforzi nel campo dell’efficienza della produzione alimentare,
- la promozione di pratiche contrattuali che contribuiscano a ridurre gli sprechi, ad es. riduzione imballaggi, all’interno delle politiche sul commercio e sui consumatori,
- l’introduzione, all’interno della normativa in materia di appalti pubblici di disposizioni volte a ridurre gli sprechi alimentari.
Misure pratiche dal punto di vista degli enti locali e regionali sono, a titolo esemplificativo:
- la determinazione di obiettivi e programmi più specifici, con scadenze chiare e precise,
- l’istituzione di un forum europeo cui partecipino i diversi livelli di governo e i soggetti interessati,
- l’incentivo all’utilizzo di prodotti locali, regionali e di stagione da parte dei servizi di ristorazione per accorciare la catena di produzione e consumo,
- il rafforzamento dei percorsi educativi sulla questione degli sprechi alimentari e delle campagne di sensibilizzazione sulla corretta pianificazione alimentare domestica,
- Lo sviluppo di sistemi di raccolta differenziata e riciclaggio da parte degli enti locali incaricati.

Scozia, Paese pioniere per l’ecosostenibilità
La Scozia costituisce un esempio di ente regionale che ha posto in essere misure innovative e sistematiche in questo senso. “Zero Waste Scotland” è un progetto del governo scozzese per implementare l’economia circolare e ridurre gli sprechi. Il progetto dispone anche di una piattaforma che raccoglie e connette progetti e partner pubblici e privati al fine di ridurre i rifiuti. Per quanto riguarda nello specifico il tema degli sprechi alimentari sono attivi “Love food, hate waste” e varie misure per educare a ridurre gli sprechi alimentari.
Verso politiche più favorevoli alla donazione di alimenti
Una questione centrale che emerge quando si parla di riduzione degli sprechi alimentari è quella della donazione di prodotti alimentari e delle date di scadenza.
Le pratiche in materia di scadenza degli alimenti e di etichettatura concepite per promuovere la protezione dei consumatori e la salute pubblica non sono adatte allo scopo nel caso di tutti i prodotti, con la conseguenza che alimenti commestibili finiscono inutilmente nella spazzatura. Il Comitato delle Regioni sostiene che la Commissione dovrebbe fare chiarezza e ribadire che i prodotti con la dicitura “da consumarsi preferibilmente entro” possono essere usati anche dopo la scadenza, sottolineando la differenza appunto fra termine minimo di conservazione e data di scadenza. Alla Commissione spetta il ruolo chiave di stabilire se sia possibile elaborare orientamenti per migliorare l'utilizzo delle risorse, ad esempio attraverso l'impiego di alimenti che hanno superato la data di scadenza come mangimi o la donazione di prodotti alimentari, sempre a condizione di rispettare i requisiti di sicurezza alimentare.
Il Commissario per la salute e la sicurezza alimentare Vytenis Andriukaitis ha rassicurato positivamente i rappresentanti regionali, spiegando che la Commissione sta elaborando due strumenti importanti, nell’ambito del pacchetto di misure sulla cosiddetta “economia circolare”, per incentivare la donazione dei prodotti alimentari e ridurre gli sprechi. Verrà a breve lanciata una piattaforma europea per la prevenzione degli sprechi alimentari e delle linee guida per facilitare la donazione dei prodotti che andrebbero altrimenti buttati. Lo spreco, oltre a rappresentare una questione etica, è anche un danno economico e ambientale, per questo la Commissione vuole attuare un programma per un’Europa “a zero rifiuti”, basato sulla logica del riutilizzo e mantenimento all’interno del sistema economico dei prodotti anche quando questi raggiungono la fine del ciclo di vita attraverso le cosiddette “catene di valore”.
Attualmente la Francia è l’unico Stato membro che possiede una normativa nazionale che regola la donazione alimentare: i supermercati sono obbligati a donare alle associazioni di volontariato tutti i prodotti alimentari rimasti invenduti, ma ancora commestibili, pena la comminazione di una sanzione. Anche nel Parlamento italiano è in corso di approvazione una legge volta a regolare questa materia, il legislatore nostrano punta però sugli incentivi e sulla semplificazione burocratica a favore degli enti commerciali e dei servizi di ristorazione che decidano di donare a associazioni di volontariato e a fondi di raccolta a sostegno degli indigenti il cibo e i prodotti avanzati ma ancora buoni.
Un esempio di best practice per ridurre gli sprechi alimentari è il supermercato Wefood che è stato aperto, riscuotendo un immediato successo, poche settimane fa a Copenaghen. Wefood è il primo supermercato al mondo che rivende esclusivamente, a prezzi scontati del 30-50%, prodotti scaduti che altrimenti verrebbero buttati dalle grandi catene di supermercati.

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